Perché l’estinzione delle api ci fa così tanta paura?


giovedì 10 agosto 2017
scritto da Valerio Guiggi

Perché quando si parla di ambiente si parla anche della scomparsa delle api come una cosa che spaventa tantissimo? In realtà, dalle api dipende molto più che la produzione di miele, come scopriremo in questo articolo.

Quando sentiamo parlare di ambiente, di inquinamento, di sostanze pericolose che rimangono nell’ambiente, anticellulite sentiamo spesso dire anche che “le api si stanno estinguendo”, e che questo sarebbe un grandissimo pericolo per l’umanità. Lo sarebbe così tanto che alcuni scienziati, addirittura, hanno già iniziato a creare dei mini-droni, delle dimensioni di un’ape, che dovrebbero andare a sostituirle in natura, proprio perché quelle vere ci sono sempre meno. Ma perché le api sono così importanti per noi, e perché la loro estinzione preoccupa così tanto? La risposta è da ricercare, stranamente, nel cibo. E non nel miele, il prodotto alimentare che solitamente associamo alle api (e che mangiamo il giusto), ma in prodotti che abbiamo molto più spesso sotto mani.

Per l’alimentazione umana, ad oggi le api sono gli animali più importanti, dopo il pollo e il maiale ma prima del bovino. Come è possibile che le api e il loro miele siano posizionate prima dei bovini e del loro latte, che consumiamo molto di più? La risposta è che le api, oltre a produrre miele, hanno anche un’altra importantissima attività, che è quella di impollinare gli alberi da frutto.


Molte piante che producono frutti che poi noi consumiamo, come il melo, il pero, il ciliegio e tanti altri, hanno infatti un’impollinazione che non avviene per opera del vento (come accade invece per il grano o per il mais), ma proprio ad opera degli insetti. I fiori di questi alberi, che sono sia belli che profumati, lo sono per una ragione: attirare gli insetti impollinatori, dire che in quel punto troveranno qualcosa da mangiare (il nettare, che poi l’ape utilizzerà per fare il miele). Quando l’ape entrerà nel fiore, però, sul suo corpo (tra i suoi peli) resterà anche il polline, che è il corrispettivo vegetale dei nostri spermatozoi, il gamete maschile.

Così quella stessa ape, volando su un altro fiore (i fiori sono sia il maschio che la femmina per la maggior parte delle piante), porterà il polline della pianta vicina su quella nuova, e di fatto permetterà la fecondazione di quella pianta, a cui seguirà la crescita del frutto. Se l’ape non fosse quindi entrata in quel fiore, da lì non si sarebbe formato il frutto. Questo significa che noi non avremmo potuto mangiarlo.

In altre parole, da animali piccoli come le api dipende la maggior parte della produzione della frutta che conosciamo: se in estate possiamo mangiare la frutta e alcuni tipi di verdura (quella a frutto, pomodori, peperoni, zucchine) è merito proprio di questi animali. E tutti i derivati, come le marmellate o i frullati, che spesso costituiscono la base dell’alimentazione (specialmente per i vegetariani) dipendono proprio dalla presenza delle api, che è molto più importante di quanto verrebbe da pensare: capito, adesso, perché la loro scomparsa ci sta preoccupando sempre di più?