Gli scienziati stanno sviluppando la tecnologia che ti consentirà di rivedere i tuoi sogni!


lunedì 24 ottobre 2016
scritto da Valerio Guiggi

Una nuova tecnica medica potrebbe arrivare a distinguere così bene le aree del cervello che vengono attivate dai nostri pensieri da riuscire addirittura a registrare i nostri sogni, permettendoci di rivederli su un televisore come un film.

In un mondo in cui tutti siamo connessi, in cui la privacy non esiste quasi più per volontà spesso nostra, in cui anche un piccolo gesto diventa di pubblico dominio, c’è qualcosa che rimane ancora nostro, e solo nostro, e fa parte della nostra intimità: parlo dei nostri sogni. E non dei sogni intesi come aspirazioni, ma dei sogni che facciamo durante la notte, mentre dormiamo, risultato dei ricordi delle nostre giornate ma che vengono rielaborati dal cervello in modo del tutto automatico.

Se fino ad oggi gli unici che potevano scegliere di raccontare o non raccontare, di ricordare o non ricordare, un sogno, eravamo noi stessi. Ma non tutti sanno che i ricercatori sono vicini a sviluppare una tecnologia che consentirà loro di vederli, i nostri sogni, come un film, al risveglio. Potremo rivederli anche noi, e chissà magari anche condividerli sui social network: un ultimo baluardo che diventa di tutti, con le conseguenze che nel bene o nel male questa possibilità può avere.


Il sistema di scansione del sogno si basa sulla risonanza magnetica, che permette, già oggi, di vedere in tempo reale quali aree del nostro cervello vengono stimolate. In pratica, ogni singolo ricordo stimola aree ben precise del cervello, e la profondità con cui si riescono a distinguere i ricordi, tramite la macchina, è diventata tale che un esperto può sapere quando stiamo pensando, ad esempio, a qualcosa di bello o a qualcosa di brutto. Ogni ricordo attiva aree diverse del nostro cervello, e questo può permettere agli scienziati di creare un “database della nostra mente”, collegando ogni ricordo ad un’immagine della macchina. Confrontando quindi le immagini che vengono registrate durante il sogno, si può risalire a che cosa quella persona stesse sognando.

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Naturalmente, per farlo è necessario dormire in una macchina per la risonanza magnetica e chi vuol far registrare un proprio sogno deve perdere molto tempo aiutando i ricercatori a costruire il proprio database dei sogni, pensando da sveglio ad alcuni tipi di ricordo in modo da salvare nei computer le rispettive immagini provenienti dalla macchina per la risonanza. Ma questo lavoro certosino, se svolto con costanza, può permettere di dare un’idea molto precisa dei nostri sogni, in futuro.

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Sebbene, infatti, questo sistema sia stato sviluppato per la diagnosi precoce di alcune malattie neurologiche come la demenza senile, i risultati concomitanti sono stati molto più interessanti di quanto si possa immaginare: con questo sistema, infatti, è possibile creare una vera e propria registrazione dei sogni, in principio meno definita ma che, in futuro, diventerà sempre migliore come accade in qualsiasi altro ambito tecnologico. E allora, se vorremo, i nostri sogni saranno visibili a tutti: se questo è un bene o un male, sta a noi deciderlo.