Donna cerca di vendere su internet le protesi per il seno… Usate!


venerdì 17 marzo 2017
scritto da Valerio Guiggi

Una donna americana, dopo la rimozione delle protesi per la mastoplastica additiva per passare ad una misura più grande, ha pensato di venderle su internet!

Il mercato dell’usato ha preso una nuova luce da quando le persone hanno iniziato in massa ad utilizzare internet nella loro vita. Molte delle cose che oggi non si utilizzano più sono spesso vendute su internet, perché possono fare comodo a qualcun altro, e se di solito abbiamo piacere a trovare cose che altrimenti avremmo dovuto comprare nuove ci sono oggetti assolutamente disgustosi che la maggior parte delle persone non si sognerebbe mai di vendere. Uno di questi prodotti sono le protesi per il seno… usate.

È quello che ha fatto una mamma americana, che ha pensato di mettere online questo prodotto che aveva appena smesso di usare. La protesi è stata messa diversi anni fa, fin quando la donna non ha pensato di mettersi nuovamente sotto i ferri per passare ad una dimensione maggiore del seno; in questo modo le protesi vecchie le sono risultate inutili. Generalmente in questi casi vengono tenute dal chirurgo, e trattate come rifiuti sanitari umani quindi smaltiti correttamente, ma se qualcuno le chiede vengono restituite: se qualcuno volesse usarle, ad esempio, per scopi di ricerca, essendo cose che appartengono alla persona possono essere chieste indietro.


La donna ha pensato così di fotografarle e di metterle in vendita online; la cosa più particolare è che se state pensando che potrebbe far schifo inserire nel vostro corpo qualcosa che è già stato nel corpo di qualcun altro, lei ha ricevuto ben otto richieste di acquisto nel periodo in cui le protesi sono state online: del resto le aveva pubblicizzate bene, dicendo che rispetto alle protesi nuove ueste erano tonificate dall’utilizzo. Sembra incredibile, ma è così.

Sulla questione sono ovviamente intervenute le autorità sanitarie, che hanno pensato di rimuovere immediatamente la transazione per evitare la (potenziale, perché non era detto la donna le avesse anche se il rischio c’è) diffusione di malattie infettive umane: se la donna, ad esempio, avesse in corpo il virus HIV questo si trasmetterebbe praticamente subito a chi inserisse la protesi nel proprio corpo, per cui il rischio c’è ed è anche particolarmente alto.

Naturalmente, episodi del genere si dovrebbero risolvere a valle del problema, perché anche se una persona acquistasse le protesi dovrebbe essere poi il suo chirurgo, anche solo per deontologia professionale, a declinare l’offerta di inserirle nel suo corpo. Ma siccome non è detto che non esista qualche chirurgo non proprio corretto, ma soprattutto esistono delle vere e proprie cliniche abusive che fanno gli interventi senza alcuna autorizzazione, è sempre meglio stare attenti: il buon senso dovrebbe già dire che non è il caso di fare un acquisto del genere, ma visto che almeno otto persone ne sono prive (come abbiamo visto) la prudenza, in questi casi, non è mai troppa.