giovedì 13 ottobre 2016
scritto da Valerio Guiggi

10 fatti sorprendenti che non sapevi su abbronzatura, lettini solari e… i loro pericoli!

L’abbronzatura è qualcosa di molto apprezzato a livello estetico. Se durante l’estate, però, è una cosa naturale che tutti un po’ abbiamo, durante l’inverno in molti ricorrono all’abbronzatura artificiale, come quella dei lettini solari. Il che, alla lunga, può essere un problema.

Se durante l’estate siete andati al mare, sicuramente adesso avrete una bella abbronzatura, che pian piano se ne sta andando. E’ vero, avere la pelle abbronzata è un’ottima cosa, ma quando manca la materia prima (il sole) possiamo affidarci ad una componente artificiale che sono i lettini solari e le docce solari. Sono dispositivi che vanno molto di moda in questi anni, ma che spesso non sono molto conosciuti da chi li usa. In questa lista in 10 punti cercheremo di fare un po’ di chiarezza sui lettini e sull’abbronzatura, parlando anche dei pericoli che possono riservare se non usati con criterio.

10. Non c’è un solo tipo di raggi UV

L’abbronzatura si basa sul fatto che i Raggi UV, sia naturali che artificiali, colpiscono la nostra pelle che reagisce con la produzione di un pigmento, la melanina, che ha lo scopo di impedire danni all’organismo. Tuttavia i raggi UV non sono tutti uguali: ne esistono due tipologie, che sono i raggi UV-A e i raggi UV-B. I lettini solari emettono di solito i secondi, il sole i primi, e il problema dei raggi UV-B è che sono stati dimostrati più penetranti e più rischiosi per la comparsa del cancro alla pelle. Insomma, bisogna prenderne pochi.

9. Esistono anche lettini a raggi UV-A

Per fortuna, non tutti i lettini abbronzanti sono uguali, e negli ultimi anni sono comparsi sul mercato anche dei lettini abbronzanti a raggi UV-A, che schermano i raggi UV-B con una serie di filtri. L’idea è interessante, ma sono costosi e li hanno in pochi; se, tuttavia, se ne fa un uso continuativo è importante cercare centri estetici che abbiano un lettino con questa tecnologia.

8. Il pericolo dei lettini abbronzanti

Il pericolo dei lettini abbronzanti, di per sé, non è diverso da quello derivante dal sole. Il problema è che le manifestazioni di dolore, il bruciore quindi, si ha quando ormai è tutto finito; in altre parole, se siamo al mare ci accorgiamo che la pelle ci brucia e andiamo all’ombra per non soffrire, mentre con il lettino il dolore inizia quando ormai abbiamo finito la sessione, e ci siamo già presi più raggi UV di quelli che potevamo sopportare.

7. Alcuni paesi hanno vietato i lettini

Se alcune persone usano questi lettini con criterio, in altri paesi questo non viene fatto. Un’incidenza altissima di cancro alla pelle ha quindi spingo alcuni stati, come il Brasile e l’Australia, a vietare questi dispositivi; in altri stati, tra cui l’Italia, non sono vietati ma sono comunque inaccessibili ai minorenni, per preservare la loro pelle in sviluppo.

6. La Tanoressia, dipendenza dall’abbronzatura

Il motivo per cui alcune persone stanno al sole, o nei solarium, troppo frequentemente potrebbe essere dovuto ad una patologia, di cui si comincia a parlare in questi anni, chiamata Tanoressia. Né più e né meno, si tratta della dipendenza dall’abbronzatura, persone che non ne possono fare a meno. Se ritenete che qualcuno intorno a voi faccia abuso di abbronzatura (anche se suona strano, è vero) conviene parlarne, perché i risultati potrebbero essere piuttosto gravi.


5. Gli occhiali protettivi sono importantissimi

E’ vero che l’abbronzatura con gli occhiali non è bella da vedere, dall’esterno, ma è una cosa fondamentale per proteggere i propri occhi. L’esposizione prolungata, anche ad occhi chiusi, porta ad una forma patologica che si chiama “occhio ad arco”, ed è una sensazione di dolore continua all’occhio. In pratica, ci si sente come se avessimo continuamente la sabbia negli occhi, e c’è lacrimazione abbondante e dolore continuo. Meglio non esagerare, insomma.

4. L’abbronzatura è più pericolosa del fumo

Wikimedia

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Nonostante siano cose così diverse da non poter essere paragonate, uno studio ha rapportato la prevalenza di tumore ai polmoni in persone che fanno regolarmente uso di sigarette e quella di cancro alla pelle in persone che fanno regolare uso di lettini abbronzanti. La risposta è che la seconda era più alta della prima, come a dire che le persone che i lettini abbronzanti sono, da questo punto di vista, più pericolosi delle sigarette. Ovviamente, si parla di usi ricorrenti.

3. Attenzione all’igiene dei lettini abbronzanti

Quando utilizzate un lettino, chiedi al responsabile se questo è stato pulito dopo che l’altra persona è uscita. Non ci pensa mai nessuno, infatti, ma prima di entrare nel lettino non è obbligatorio fare la doccia (a differenza di altre situazioni da centro benessere), per cui la persona che c’è stata prima di voi poteva essere sporca, o sudata, tutte cose non molto piacevoli che sono rimaste all’interno del lettino e con cui verrai in contatto.

2. L’abbronzatura può essere anche terapeutica

Se utilizzata in dosi corrette, però, un po’ in controtendenza rispetto a quanto abbiamo detto finora l’abbronzatura non solo non è dannosa ma, anzi, è terapeutica. I medici sanno bene che i raggi UV, anche se stimolano la comparsa di cancro alla pelle, sono curativi nel caso di cheratosi, psoriasi, ed eczemi della pelle, perché riducono le situazioni che le causano. Questo significa che abbronzarsi, anche nei lettini, ma senza esagerare, non solo può non essere negativo per la salute ma, anzi, può essere positivo.

1. Non dappertutto la pelle abbronzata è sinonimo di bellezza

E per terminare con una curiosità culturale, sappiate che, per donne e uomini, non dappertutto la pelle abbronzata è sinonimo di bellezza, anzi. Ci sono dei posti, principalmente quelli orientali (Cina, Giappone), in cui una pelle abbronzata è sinonimo di povertà: i ricchi non devono lavorare sotto al sole come i contadini, e di conseguenza non sono abbronzati. Per cui la pelle bianca e poco abbronzata indica ricchezza e, per effetto alone, bellezza. Anche se non sei abbronzato, quindi, nel mondo c’è qualcuno che ti apprezza.