giovedì 7 luglio 2016
scritto da Valerio Guiggi

Un nuovo incredibile sistema medico potrebbe curarci in futuro… usando la Wi-Fi

Una nuova tecnologia in soerimentazione da anni ha dimostrato come alcuni piccoli apparecchi possono essere inseriti nell’organismo e poi attivati tramite donnessione Wi-Fi per iniziare a curarci nel momento più opportuno.

Tecnologia e medicina sono due discipline che in passato erano considerate completamente diverse l’una dall’altra, anche se oggi non è più così. Spesso, infatti, gli scopi di alcune ricerche tecnologiche sono proprio quelli di trovare nuovi modi per curare le persone, e garantire così una vita più lunga: è il caso di nuovi, microscopici dispositivi che in futuro potrebbero essere inseriti nel nostro corpo ed utilizzati per curarci, nello specifico dalle infezioni batteriche, usando il segnale Wi-Fi.

In un mondo in cui i batteri si fanno sempre più resistenti, e in cui gli antibiotici funzionano sempre meno, come vi abbiamo detto qualche settimana fa, il calore rimane infatti uno dei metodi infallibili per contrastare qualsiasi infezione. Già la temperatura della nostra febbre, infatti, è studiata (dalla natura) per mettere in difficoltà i batteri e impedire la replicazione. Una temperatura ancora più alta, ovviamente circoscritta ad alcune zone dell’organismo, sarebbe però ancora più efficace.


Il metodo che è stato studiato da alcuni ricercatori americani, partendo da questa base, è l’impianto all’interno dell’organismo di piccoli dispositivi che possono essere messi (chirurgicamente o naturalmente, per ingestione, a seconda di dove si trova l’infezione) all’interno dell’organismo, e lì rimanere. Questi apparecchi sono delle serpentine che hanno una piccola batteria in grado, quando attivata, di trasferire la sua energia alla serpentina e di generare calore, riuscendo in questo modo a curare l’infezione. Il dispositivo può rimanere anche nel corpo per un po’ di tempo, protetto da una proteina, per essere attivato a discrezione del medico.

Ma la cosa più interessante è che, nel momento in cui viene attivato, questo si autodistrugge dopo aver liberato il proprio calore. A differenza di altri apparecchi medici come quelli odierni, che dovrebbero essere inseriti con un intervento e poi tolti con un secondo intervento, questi, dopo aver esplicato la loro funzione, semplicemente si sciolgono nel giro di un paio di settimane. E sono completamente biocompatibili, perché le proteine di protezione possono essere tranquillamente smantellate dall’organismo, mentre la batteria è composta di sali di magnesio, che possono essere assorbiti dall’organismo ed utilizzati per le funzioni vitali.

Questo meccanismo era da tempo in sperimentazione, ma in passato aveva funzionato solamente in vitro, ovvero in provetta; adesso invece è riuscito a curare alcune infezioni da stafilococco nei topi, quindi in tessuti viventi, senza lasciare tracce di alcun tipo. E questo apre la strada ad una prospettiva molto interessante: si potranno, in questo modo, curare infezioni che ad oggi non rispondono agli antibiotici, e l’invasività del sistema sarebbe minima rispetto a quella presente in passato. Anche perché in un solo intervento può essere inserito più di un dispositivo, e poi questi potrebbero essere attivati “a comando” grazie ad un segnale esterno come il Wi-Fi. Una delle nuove frontiere della medicina moderna.