Un albero può bruciare da solo a causa del caldo?


mercoledì 16 agosto 2017
scritto da Valerio Guiggi

Il grande numero degli incendi che si verificano ogni estate, nel nostro paese e non solo, ci fa pensare che non possano essere tutti dovuti alla mano dell’uomo. Purtroppo, invece, è così, perché l’autocombustione è un fenomeno estremamente raro.

Una delle noti più tristi dell’estate, sia nel nostro paese che negli altri, sono gli incendi boschivi. Sono episodi terribili, che oltre a bruciare ettari di alberi fanno morire tantissimi animali che vivono nel bosco che prende fuoco; inoltre, in estate la vegetazione secca e l’effetto del vento rendono difficile, per i professionisti, limitare i danni del fuoco e gli incendi tendono a propagarsi tantissimo. Per appiccare un incendio è sufficiente un semplice accendino che, usato per pochissimi secondi, può causare lo sterminio di una foresta intera.

Ma è possibile che tutti gli incendi siano causati per mano dell’uomo? O un albero può prendere fuoco da solo, a causa magari del caldo? La risposta alla prima domanda, tendenzialmente, è si: gli incendi sono causati praticamente sempre dall’uomo, volontariamente o involontariamente, perché l’autocombistione avviene solo in casi rarissimi. Che un albero possa prendere fuoco a causa del caldo, poi, è assolutamente impossibile.


Infatti, ogni materiale ha un valore detto “temperatura di autoignizione”, che è la temperatura a cui quel materiale, che ovviamente deve essere infiammabile (l’acqua non ce l’ha, ad esempio), prende fuoco. Per il legno questo valore va dai 260 gradi ai 350 gradi, in base al tipo di legno e ad una serie di caratteristiche. Prendendo in considerazione, però, il valore più basso in assoluto (abbiamo detto 260 gradi), ci rendiamo conto che questa temperatura non è neanche lontanamente raggiungibile sul nostro pianeta, nemmeno nei posti in assoluto più caldi: ad oggi, il record di temperatura registrato sulla Terra è di circa 57 gradi, un valore registrato nel lontano 1913.

L’autocombustione, invece, è un fenomeno possibile, sebbene rarissimo. L’autocombustione non significa che un albero prende fuoco da solo a causa del caldo, ma che si creano delle circostanze nell’ambiente che possono aumentare la temperatura fino ad un valore anche molto alto. L’esempio più frequente è una struttura in vetro, come una bottiglia abbandonata, che funziona come una lente di ingrandimento, facendo arrivare in un unico punto diversi raggi solari e, di fatto, aumentandone la temperatura. E’ un fenomeno raro perché è necessario un certo tempo per far arrivare quel punto a una temperatura sufficientemente alta da far prendere fuoco. Rientrano in questo 1% anche altri fenomeni naturali come i fulmini.

Secondo le stime, l’autocombustione poi sta alla base solamente dell’1% di tutti gli incendi boschivi, mentre il rimanente 99%, quindi praticamente tutti, ci sono per causa umana, per colpa di un piromane che li ha appiccati. Insomma, la causa degli incendi è praticamente sempre l’uomo, sia volontariamente (la maggior parte delle volte), che involontariamente (in rari casi). Uomo che, per sua spontanea volontà, sta distruggendo lo stesso ambiente in cui vive e che lo ospita, perché la natura non riesce, se non raramente, a provocare qualcosa di ingente e dannoso come un incendio boschivo.