Studio scientifico sul manoscritto Voynich dice che è un falso: sarà vero?


giovedì 6 ottobre 2016
scritto da Valerio Guiggi

Un nuovo studio cerca di fare luce sull’autenticità del manoscritto più misterioso del mondo. Anche se i dubbi sollevati dal testo sono ancora troppi per poter mettere la parola fine su un mistero così affascinante.

La domanda che abbiamo inserito nel titolo ci fa capire quanto la vicenda di cui parliamo sia particolare, ma allo stesso tempo affascinante. Abbiamo già parlato, in passato, del Manoscritto Voynich, che qualcuno definisce il manoscritto più misterioso del mondo. Ed effettivamente misterioso è, perché è stato trovato in una biblioteca ma è assolutamente diverso a qualunque tipo di manoscritto si potesse trovare. Scritto in un alfabeto misterioso, e corredato di immagini di uomini, ma soprattutto di piante, che sono conpletamente sconosciuti, si è sempre pensato provenisse da chissà dove.


Le ipotesi, naturalmente, sono sempre state due: o il manoscritto proviene da un posto sconosciuto, o magari è in codice per cui nasconde qualcosa ma comunque è autentico, oppure è un falso. Una grande truffa orchestrata da chissà chi, e per chissà quale motivo. Si era pensato che potesse essere un falso rinascimentale da vendere per tantissimi soldi agli appassionati di esoterismo (ovvero tutti i ricchi dell’epoca) ma alla fine si è scoperto che non è così perché la datazione al carbonio lo fa risalire al medioevo, e non al rinascimento.


Una delle cose che però si è studiato più a lungo è il fatto che le frasi che lo compongono siano riconducibili ad una lingua o meno, perché se fossero completamente casuali e non rispettassero alcuno schema si capirebbe che si tratta di un falso. E invece così non è, perché il manoscritto ha una regolarità nella ripetizione dei caratteri, che ci fanno capire come effettivamente sia un linguaggio. A parte un recente studio scientifico che confuterebbe questa ipotesi.


Secondo un team di linguisti, infatti, sarebbe possibile creare un linguaggio che gli algoritmi interpretano come reale anche a partire da una cosa che non ha senso compiuto. Per dimostrarlo, ha creato delle parole prendendo sillabe a caso da testi a caso, creando quindi, di fatto, un falso. Queste sillabe sono state unite a formare delle parole (alcune delle quali ricorrenti) e, date in pasto ai programmi che analizzano la lingua, sono risultate un linguaggio nonostante si sappia per certo che sono sillabe messe lì assolutamente a caso.

Questo studio farebbe pensare quindi che il manoscritto è più falso che vero, perché nel caso in cui gli autori avessero inventato delle lettere, le avessero sillabate a caso e avessero ripetuto queste parole più volte, questo linguaggio sarebbe sembrato naturale e quindi verosimile, quando invece era completamente falso. Ora, ovviamente uno studio del genere mette, diciamo, un peso in più sul piatto della bilancia che pende dalla parte del falso, ma non mette certo la parola fine. Insomma, il mistero del Voynich continua, e con esso tutto ciò che lo circonda, perché ancora non si può escludere del tutto che sia autentico.