Scoperto il nuovo materiale biocompatibile più duro del mondo!


giovedì 11 agosto 2016
scritto da Valerio Guiggi

Alcuni ricercatori hanno scoperto un nuovo materiale, una lega di oro e titanio, che rappresenta ad oggi il materiale più duro conosciuto compatibile con il nostro organismo, che cambierà il modo di curarci nei prossimi anni.

I progressi nella scienza passano anche dalla scoperta di nuovi materiali, materiali che possono essere molto importanti per le tantissime applicazioni umane. Se riusciamo a volare, se riusciamo a guidare, se riusciamo a curarci è per merito di una serie di materiali che ci permettono di farlo; trovare materiali che, però, in medicina siano in grado di aiutarci a superare le difficoltà è più complesso rispetto ad ogni altro ambito, per il problema della biocompatibilità.

Molti materiali, infatti, hanno un effetto attivo sul nostro organismo, che generalmente è negativo: pensiamo ad esempio al mercurio, che qualche anno fa veniva messo in bocca ai pazienti (per le otturazioni) e poi si è scoperto essere tossico e quindi non più utilizzabile in odontoiatria. Un problema non da poco, perché a quel punto siamo rimasti senza materiali da utilizzare, o comunque quelli che c’erano non avevano le caratteristiche di resistenza del precedente. La biocompatibilità è il motivo per cui è così difficile trovare materiali idonei a rimanere in contatto con l’organismo.


Tuttavia alcuni ricercatori, nell’ambito di ricerche di tutt’altro genere, hanno scoperto il materiale biocompatibile più duro ad oggi conosciuto. Si tratta di una lega di metalli, che sono il titanio e l’oro, entrambi ben conosciuti per essere biocompatibili (tant’è che i denti d’oro e i chiodi in titanio sono utilizzati moltissimo in medicina). I due materiali precedentemente conosciuti non si pensava potessero essere compatibili tra loro tanto da produrre una lega; invece, nell’ambito di alcuni esperimenti sulla purezza dei materiali, però, si è visto che questo era possibile, per una scoperta che sarà molto interessante per la medicina del futuro.

Il titanio, oggi, oltre che per i denti si utilizza per gli interventi alle ossa, ad esempio per le fratture, dove il metallo va a sostituire la naturale rigidità dell’osso, e deve essere compatibile con l’organismo altrimenti causerebbe l’effetto conosciuto come “rigetto”, una fortissima reazione infiammatoria. Il nuovo materiale, essendo circa quattro volte più duro del titanio, permetterà di ottenere gli stessi risultati ma con una tenuta minore, oppure la stessa tenuta ma riducendo sensibilmente le dimensioni del dispositivo, per essere meno ingombrante.

Bisogna sottolineare, tuttavia, che questo materiale è interessante solamente dal punto di vista medico, perché sebbene sia quattro volte più duro del titanio non è il materiale più duro in assoluto; ce ne sono altri, che vengono utilizzati ad esempio negli aerei e nell’ingegneria spaziale, che sono molto più resistenti, sebbene non compatibili con il nostro organismo. Il b-T3Au, questo il nome che è stato dato alla lega di cui abbiamo parlato, ha però implicazioni interessanti e renderà, ne prossimi anni, più semplice curarci aiutandoci anche a guarire in minor tempo di nostri problemi di salute.