Perché su alcune cartine si trovano vie e città che in realtà non esistono?


martedì 16 maggio 2017
scritto da Valerio Guiggi

Su alcune cartine geografiche compaiono dei piccoli errori. Non sono errori volontari di chi le ha realizzate, ma errori volontari, come città che nella realtà non esistono, e hanno lo scopo di impedire ai “ladri” di copiare le proprie cartine.

Se cercate su internet la città americana di Agloe, la troverete. Troverete l’esatta ubicazione e anche una pagina di Wikipedia che ne parla, ma se provate a prendere la macchina e a raggiungerla scoprirete che questa città, semplicemente, non esiste. E non è una città fantasma, cioè con case esistenti ma disabitata: non esiste proprio, non c’è alcun edificio, solo campi coltivati. E non è la sola città su cui si trovano informazioni ma poi non esiste, perché c’è una città simile anche in Inghilterra e anche un quartiere di Atene, che in realtà non esiste.

Errori sulle cartine che non sono certo casuali: a un cartografo può capitare di sbagliare indicando magari una località un po’ spostata, ma inventare di sana pianta una località inesistente sembra non avere nessun senso. Anche se, in realtà, un senso ce l’ha ed è quello di evitare che qualcuno copi le proprie cartine geografiche; veniva utilizzato in passato dai cartografi e oggi viene utilizzato anche dalle società che si occupano di creare le cartine, sempre per evitare la pirateria. Una cosa curiosa che è davvero interessante approfondire.


In passato, il lavoro del cartografo era un lavoro certosino. Creare la cartina di un luogo senza avere nemmeno un aereo ma dovendo misurare tutte le distanze era una cosa davvero difficile da fare, e richiedeva tempo; il lavoro, però, veniva poi venduto e si ricavavano tanti soldi, anche solo dallo stato per cui si era lavorato. Purtroppo, però, quando la cartina inizia a girare non ci vuole molto a copiarla e a metterla in giro come propria; è per questo che il cartografo inseriva all’interno della cartina alcuni errori, così da fare in modo che se il “ladro” copiava senza verificare riportasse anche l’errore, e sarebbe stato denunciabile.

Sembra incredibile, ma il club automobilistico americano ha fatto proprio una cosa del genere, nei confronti di un cartografo. Lui, ovviamente, che conosceva l’errore e aveva pubblicato le cartine per primo, ha impugnato la cosa e il club ha dovuto dargli tantissimi dollari di risarcimento, tra il 1999 e il 2001 quando questa bizzarra vicenda ebbe luogo. Gli errori delle cartine, proprio per questo, sono andati avanti e tra l’altro ci sono ancora oggi.

Si, perché anche su internet la situazione non è cambiata: di società che vendono cartine spacciandole per proprie ce ne sono molte, e allora le società più importanti che realizzano le mappe compiono piccoli errori volontari. Non le città, come accadeva in passato, ma magari i margini di un bosco sbagliati a formare una lettera, trattini che sembrano casuali e che invece formano un codice morse, coordinate sbagliate di pochi centimetri per allineare gli ultimi numeri a “0000”: errori di cui il ladro non si rende conto, ma che possono essere sufficienti ad incastrarlo!