venerdì 5 agosto 2016
scritto da Valerio Guiggi

Una nuova app permetterà di analizzare il proprio seme… con lo smartphone!

Alcuni ricercatori hanno inventato un sistema per diagnosticare, anche precocemente, l’infertilità maschile: si tratta di mettere una goccia di sperma sulla fotocamera dello smartphone e un’app analizzerà il nostro stato di salute: ecco come funziona.

I nostri smartphone hanno ormai tantissime funzioni che ci aiutano a migliorare, e rendere più semplice, la vita di tutti i giorni. Particolare interesse, in questi anni, suscitano le applicazioni mediche, che possono raccogliere dati in tutti il mondo, tra i malati, per effettuare studi scientifici mai visti prima. Alcune nuove app, ad esempio, sono nate per studiare il morbo di Parkinson e sono gestite direttamente da ospedali, ma un nuovo sistema può portare la medicina verso nuove frontiere.

Un problema di cui si parla poco, infatti, è quello dell’infertilità maschile. Se molte donne vanno dal proprio ginecologo per effettuare test della fertilità, anche più volte nel corso della vita, molti uomini addirittura non hanno nemmeno un andrologo (il corrispettivo del ginecologo, ma per gli uomini) di fiducia, né tantomeno hanno effettuato un test della fertilità che, peraltro, può far scoprire fin dall’inizio patologie anche gravi come i tumori. Un problema molto diffuso che alcuni ricercatori stanno cercando di risolvere tramite un’app.


L’utilizzo di questa applicazione è un po’ particolare, perché uno smartphone che deve analizzare lo sperma lo deve prima vedere. Insomma, questo deve essere messo sulla fotocamera del dispositivo così da poter effettuare le dovute analisi. In realtà, frenate il disgusto: non si deve mettere direttamente sulla fotocamera dello smartphone da 700 euro, ma con l’app viene fornita una “cintura”, con una lente, da appoggiare sulla fotocamera. Il seme va messo sulla seconda lente, che ha la funzione di rendere le immagini microscopiche più grandi così da poter vedere i singoli spermatozoi.

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In questo modo i ricercatori intendono girare dei piccoli video delle cellule, e questi video saranno inviati alla sede centrale che gestisce l’app che, tramite un software, potrà dire se il movimento degli spermatozoi rispetta i parametri della fertilità o meno. In caso ci siano dei problemi il paziente deve poi recarsi fisicamente dal medico per approfondire, mentre se non ci sono problemi si può stare tranquilli che il proprio apparato genitale funziona alla perfezione.

Si tratta di un sistema abbastanza semplice, e a parte l’idea di eiaculare sul proprio smartphone che non farà proprio piacere a tutti, è un modo per sdoganare una delle aree della medicina meno conosciuta e meno seguita dai pazienti per una parte del corpo che, però, in certi casi è importantissima, in particolare quando una persona vuole avere dei figli. Il problema è che uno stile di vita poco sano riduce la fertilità, ma quando abbiamo 20 anni a questo non si pensa e ce ne accorgiamo quando siamo molto più adulti e il difetto potrebbe essere irreversibile: in questo modo, un po’ di seme sullo smartphone e si sta tranquilli. Procedimento un po’ rustico, ma sicuramente efficace.