Il mito che “le carote migliorano la vista” deriva da un’incredibile propaganda britannica della seconda guerra mondiale!


sabato 29 luglio 2017
scritto da Valerio Guiggi

Sappiamo tutti che le carote fanno bene alla vista, e anche se questo è vero solo in parte è incredibile l’origine di questo mito: una propaganda britannica mirata a nascondere ai tedeschi l’esistenza del radar.

Sicuramente avrete sentito dire, almeno una volta nella vita, che mangiare le carote fa bene alla vista. Questo, almeno in parte, è vero, perché le carote sono alimenti ricchi (come altri, però) di vitamina A, che contribuisce allo sviluppo della retina. È vero quindi che se mangiamo poche carote, e pochi ortaggi che contengono questa vitamina, avremo malattie da carenza che si ripercuoteranno sulla nostra vista. Non è vero però il contrario, cioè che se mangiamo tantissime carote arriveremo a vedere meglio: questa credenza è molto diffusa in tutto il mondo, e la sua storia è veramente incredibile.

Per scoprirne l’origine, dobbiamo tornare indietro fino alla seconda guerra mondiale, quando il cibo scarseggiava e in particolare scarseggiava lo zucchero, molto richiesto in tutto il mondo. I ministeri facevano quini il possibile per far “pesare” meno ai cittadini l’assenza di alimenti essenziali, specie nei periodi più critici, e facevano propaganda per l’assunzione di ortaggi: uno degli esempi più famosi, di poco precedenti, è Braccio di Ferro che altro non era che una propaganda per far mangiare le verdure ai bambini, specie gli spinaci che ai tempi erano pochissimo consumati.


E le carote? Sempre nel periodo della guerra, le carote venivano pubblicizzate a tutti i cittadini non tanto come ortaggio che, consumato, evitava i problemi alla vista, quanto come ortaggio che, consumato in grandi quantità, avrebbe migliorato la vista tanto da permettere ai grandi consumatori di carote di vedere al buio! La diffusione delle carote veniva pubblicizzata soprattutto tra i piloti degli aerei, perché avrebbero avuto la necessità di vedere al buio, per le incursioni notturne. E, in effetti, i piloti sembravano riuscire a vedere al buio, individuando la presenza degli aerei tedeschi anche in assenza di luce!

Il merito, chiaramente, non era delle carote ma di una tecnologia in sviluppo in quegli anni, ovvero il radar. Il radar è un mezzo che consente effettivamente di vedere la posizione degli aerei al buio, anche se con le carote non c’entra assolutamente nulla; ai tempi, però, il radar era una tecnologia segreta, e c’era la necessità che i tedeschi non ne scoprissero l’esistenza perché, in qualche modo, avrebbero potuto rubare la tecnologia e quindi utilizzarla a loro volta.

Così, la propaganda delle carote rallentò, almeno per un po’ la corsa tedesca in quanto i britannici avevano un vantaggio tutt’altro che indifferente nella gestione degli attacchi notturni: ad un certo punto, naturalmente, i tedeschi scoprirono la tecnologia e la “bufala” delle carote non resse più, ma fu sufficiente a dare un vantaggio non indifferente agli alleati. Oggi si ritiene che il ruolo di questa propaganda sia stato così importante che una particolare frase è diventata famosa: le carote hanno vinto la seconda guerra mondiale. Sicuramente non è così, ma la trovata è stata assolutamente geniale per l’epoca.