Lo scorso 11 Novembre, probabilmente, sei morto (e non te ne sei accorto!)


domenica 13 novembre 2016
scritto da Valerio Guiggi

Lo scorso 11 Novembre circa 2 milioni di persone sono morte senza nemmeno rendersene conto, e poi sono tornati in vita. La colpa è di un aggiornamento di Facebook, che ha trasformato tantissimi profili in commemorativi.

Pensa un attimo a che cosa stavi facendo l’11 Novembre, l’altro ieri (Venerdì). Probabilmente sei tornato dal lavoro, stanco per tutta la settimana, sei uscito a bere una birra con gli amici e poi sei andato a letto. Una serata del tutto normale, insomma, se non fosse per un particolare: venerdì 11 Novembre sei morto, e poi sei tornato in vita. E non lo dico io, ma lo ha detto a più di due milioni di persone Facebook, perché molti utenti si sono ritrovati con stranissime notifiche in cui si chiedeva di lasciare una commemorazione agli amici morti. Amici che nella maggior parte dei casi si erano sentiti il giorno stesso.

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Tutto è iniziato da un errore di aggiornamento di Facebook, che ha trasformato i profili di moltissimi utenti vivi e vegeti in profili commemorativi. Il profilo commemorativo è una delle funzioni del social che viene attivato quando qualcuno segnala al social la morte di un iscritto; il profilo viene bloccato ma tutti possono scrivere qualcosa in memoria del defunto. Quando un profilo, da normale, diventa commemorativo gli amici vengono avvertiti, così da poter lasciare un ricordo sulla pagina. E così è successo a quei due milioni di persone che l’11 Novembre sono morte.


Si è trattato di un errore di programmazione, che però ha interessato nientemeno che anche il fondatore di Facebook, che molti hanno così creduto morto quando, ovviamente, le cose non stavano affatto così. L’errore è stato risolto nel giro di poche ore, e tutti i morti sono diventati di nuovo vivi ristabilendo così nuovamente l’ordine naturale delle cose, anche se dopo aver fatto prendere un bel colpo a tutti gli amici. Il social, chiaramente, si è scusato per l’errore così particolare.

I profili commemorativi sono un modo per ricordare le persone defunte anche anni dopo la loro morte, perché le loro pagine rimangono attive sul social; nel 2013 sono stati calcolati i profili già esistenti e se ne sono contati già 30 milioni, in tutto il mondo: in pratica, Facebook è a tutti gli effetti un immenso cimitero virtuale, nemmeno lontanamente paragonabile ai cimiteri reali; un cimitero in cui tutti gli iscritti, dopo la propria morte, andranno a finire inerosabilmente.

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Ma c’è di più: uno studio americano ha portato a stimare che a fine secolo, considerando il tasso di iscrizione a Facebook e la vita media delle persone, ci saranno più utenti morti che vivi, su Facebook: in pratica, il social diventerà un vero e proprio memoriale, in cui i pronipoti potrannonvedere magari inpost di quando i bisnonni erano giovani: un fenomeno che da una sensazione davvero strana e ai limiti del credibile, ma prima o poi arriveremo a questo punto. Per adesso, però, ci possiamo considerare fortunati di essere resuscitati, l’altro ieri: probabilmente non accadrà una seconda volta.