L’incredibile isola che da fabbrica di armi chimiche oggi è un paradiso per gli animali


domenica 16 aprile 2017
scritto da Valerio Guiggi

Un’isola giapponese utilizzata per produrre armi chimiche, tanto segreta da sparire dalle cartine, oggi è diventata un paradiso per centinaia di conigli che vivono e che interagiscono con i turisti, che li nutrono.

Pensare che un posto in cui si fabbricano, e quindi in cui si fanno anche dei test, sulle armi chimiche, possa diventare un paradiso dove gli animali vivono in libertà è un paradosso che sembra incredibile E invece è successo da vero sull’isola di Okunoshima, in Giappone e precisamente nel mare interno di Seto, che nel corso della seconda guerra mondiale era una fabbrica di armi chimiche e come tale è coperta di capannoni che, dopo la fine del conflitto, sono stati abbandonati a loro stessi.

Durante la guerra, su quest’isola sono state prodotte addirittura 7000 tonnellate di gas chimici velenosi, in un programma che venne mantenuto segreto anche agli stessi Giapponesi tra il 1929 e il 1945. Addirittura, la segretezza dell’operazione fu tale che l’isola, addirittura, venne cancellata da tutte le mappe e i giapponesi stessi seppero della sua esistenza solamente dopo la guerra, quando terminato il programma segreto l’isola comparve nuovamente sulle cartine. Quando l’isola è stata abbandonata, nessuno ha voluto abitarci principalmente per la paura delle contaminazioni, e così è rimasta disabitata a lungo tempo.


Ad oggi, quest’isola è ancora disabitata ma negli anni 70 qualcuno (non si sa con precisione chi, secondo un’ipotesi meno accreditata i conigli c’erano già ed erano usati come cavie per le armi) ha liberato, arrivando con una barca, un piccolo gruppo di conigli. Conigli che si sono trovati particolarmente bene tanto da riprodursi e da colonizzare praticamente tutta l’isola, a causa dell’assenza di predatori. Un gruppo così grande che si sarebbe addirittura autolimitato, a causa della mancanza di cibo, se non che qualcuno ha notato questo “piccolo miracolo” ed ha iniziato ad organizzare gite per i turisti, che portano con sé degli alimenti (soprattutto le carote) per nutrire i conigli che vivono lì.

Animali che oggi sono così abituati all’arrivo delle persone che aspettano le navi, e quando i turisti arrivano corrono loro incontro, senza alcun timore, perché sanno che rappresentano la fonte di cibo principale: così i turisti sono contenti di arrivare quando una schiera di conigli saltella incontro a loro allegramente, e i conigli continuano a vivere quella che è stata ribattezzata, in giapponese, Usagi Shima, l’isola dei conigli, perdendo così la vecchia e triste fama di “isola della morte”.

Si tratta di un bellissimo esempio di come, a volte, la natura riesca a far rinascere anche un posto così martoriato, a causa degli agenti chimici, da risultare inabitabile per lo stesso uomo, e di come se le cose vengono supportate si riesca a trovare il giusto equilibrio per ogni situazione: perché anche la morte può generare la vita, come quest’isola sa dimostrare benissimo ai tanti turisti che, ogni giorno, vengono a nutrire i conigli perpetuando la loro sopravvivenza.