mercoledì 23 novembre 2016
scritto da Valerio Guiggi

Lettura del pensiero: alcuni ricercatori hanno fatto rispondere Siri a domande non dette, ma pensate!

Un interessante esperimento ha portato alla dimostrazione che la lettura del pensiero è possibile. Ad alcuni pazienti sono state fatte pensare delle frasi poi convertite in suoni, e Siri e Google hanno risposto: ma quando potremo utilizzare questa tecnologia in massa?

La lettura del pensiero è uno dei sogni dell’uomo fin dalla notte dei tempi. Si tratta di una scoperta che sarebbe rivoluzionaria: pensiamo solo alla possibilità di ottenere informazioni sempre certe dai sospettati in corso di omicidi, ma anche di poter sapere esattamente cosa pensano gli altri e di poter comunicare con la tecnologia non con la voce o i gesti, ma con il pensiero. Sarebbe una vera e propria conquista che da tempo gli scienziati inseguono, e sembra che si siano fatti passi avanti davvero interessanti negli ultimi tempi.

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In pratica, alcuni ricercatori sono riusciti a leggere dei pensieri direttamente dalla mente di alcuni pazienti, e a tradurli in parole comprensibili, così comprensibili che li hanno utilizzati per comunicare con gli assistenti vocali degli smartphone come Siri o Google; la cosa più incredibile è che hanno ottenuto delle risposte sensate, cosa che tra l’altro non è facile con la nostra voce. Insomma, degli esperimenti che aprono la strada a possibilità incredibili, per il futuro.


Ma come sono stati condotti questi esperimenti? Li hanno fatti grazie ad una tecnologia medica che si chiama elettrocorticografia, che consiste nel mettere degli elettrodi sulla superficie della corteccia del cervello e captare i segnali elettrici che passano da lì. In pratica, ai pazienti sono state fatte dire una serie di frasi, e mentre le dicevano è stata registrata la sequenza elettrica, che il programma ha “tradotto” nella frase appena detto. Successivamente, la frase l’hanno solo pensata, e il computer ha tradotto i segnali elettrici, riconoscendoli per quella frase, e ha sintetizzato la voce, che poi è stata “data in pasto” agli assistenti vocali. Il fatto che la frase sia stata tradotta bene è stato determinante perché gli assistenti dessero una risposta significativa a quella frase.

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Di fatto, quindi, questi scienziati sono riusciti, anche se in condizioni di stretto controllo, a leggere il pensiero di questi pazienti. L’ostacolo più grande, al momento, è il modo in cui lo hanno letto: gli elettrodi, infatti, erano posizionati direttamente sulla superficie del cervello, e l’osso era stato rimosso, così che il segnale non fosse confuso (come accade nell’elettroencefalogramma) dai movimenti della pelle e del cuoio capelluto. Un problema non da poco, in quanto bisogna “scoperchiare il cranio” delle persone per leggere i loro pensieri.

Ma in ogni caso, la scoperta non è stata inutile: il fatto che la lettura del pensiero sia infatti non solo possibile ma, a questo punto, dimostrata, apre la strada ad una serie di conseguenze: prima di tutto l’affinamento di queste tecniche, mentre in secondo luogo la possibilità di purificare il segnale in modo che sia captato anche da elettrodi che sono sopra il cervello, o magari in Wi-Fi. Insomma, hai finito di leggere questo articolo? Pensa di condividerlo su Facebook, e la condivisione arriverà da sola, senza che tu tocchi nulla. Fantascientifico.