Le nostre case sono coperte da micro meteoriti: ecco come sono fatti!


lunedì 9 gennaio 2017
scritto da Valerio Guiggi

Alcuni scienziati hanno provato ad analizzare la polvere presente sui tetti delle case scoprendo che la maggior parte di questa proviene dallo spazio. Analizzando i reperti, ecco che cosa hanno scoperto.

Quando pensiamo ai meteoriti, oggetti rocciosi provenienti dallo spazio, pensiamo sempre a rocce di grandi dimensioni, con un diametro di centinaia di metri, simili a quello che fece estinguere i dinosauri o a quelli che possiamo vedere nei film fantascientifici. Ed è vero, meteoriti di tali dimensioni esistono ed è innegabile, ma non sono il solo tipo di meteorite che cade sulla terra perché ce ne sono alcuni molto più piccoli e di cui non ci rendiamo conto. Così dei ricercatori ne hanno cercati sui tetti delle case delle principali città del mondo, scoprendone di strani e davvero assurdi.

I meteoriti cadono sulla nostra testa in ogni momento, infatti, perché quando sono nello spazio hanno una velocità che può essere altissima (perché non c’è la gravità a fermarli, come accade sulla terra) e di conseguenza le collisioni tra gli asteroidi sono molto potenti e violente. Anche un granello di sabbia può rompere una roccia di diversi chili, se sparato a velocità altissima, ed è per questo che lo spazio fuori dal nostro pianeta è pieno di questo pulviscolo invisibile ad occhio nudo. La terra, poi, spostandosi, può intercettare questa polvere che, attratta dalla gravità, cade sulle nostre teste, e i granelli (che potrebbero essere anche grandi come un pugno) si disintegrano nella caduta, così che non ce ne accorgiamo.


Cadendo sui tetti delle case è possibile distinguerli, con un microscopio, da tutti gli altri detriti per il fatto di essere formati di materiali diversi, e infatti possiamonvedere la differenza. I più grandi che si riescon a trovare hanno un diametro che va da 0,2 millimetri a 0,5 millimetri, per cui ad occhio nudo sono visibili come dei granelli di polvere e non possiamo distinguerli. Sono però i materiali a farci capire che arrivano dallo spazio: trovare il ferro, o l’ossidiana, in posti che non sono ricchi di questi minerali (a Berlino, ad esempio) fa sorgere qualche dubbio.

Analizzando poi questi reperti al microscopio scopriamo che hanno dei piccoli gioielli incastonati, in certi casi: le qlte temperature incontro alle quali potrebbero essere andati, nello spazio (pensiamo se possono aver transitato vicino al sole) li hanno fusi creando così una struttura cristallina, che possiamo notare quando osserviamo questi minerali; a volte sono fatti nientemeno che di vetro, perché composti principalmente di silicio che è stato fuso nello spazio.

L’osservazione di questa “polvere di stelle”, perché questo è, permetterà di capire di più sulla composizione degli asteroidi anche senza doverli fisicamente trovare: del resto, anche se i reperti sono piccoli e non semplici da studiare potrebbero racchiudere molte informazioni interessanti. Peraltro, in teoria potrebbero anche comprendere delle tracce di vita extraterrestre, o quantomeno informazioni sulla sua presenza, anche se i risvolti che questi studi possono avere sono del tutto imprevedibili.