Le 10 prove più incredibili (fallimentari) per controllare il meteo


venerdì 19 maggio 2017
scritto da Valerio Guiggi

Nel corso della storia sono stati fatti tantissimi esperimenti che hanno cercato di controllare il tempo atmosferico. Sono falliti tutti, ma è interessante osservare i tanti modi in cui l’uomo ha cercato di giungere a una soluzione.

Una delle domande che tutti noi ci poniamo più spesso è che tempo farà domani. Si tratta di una domanda per cui vorremmo una risposta certa, anche se i fisici ci insegnano che questo non è possibile: se è prevedibile il meteo, non è possibile essere certi del fatto che ci sarà il sole oppure che pioverà. Per ovviare a questo piccolo, ma importante problema, nel corso della storia diverse volte l’uomo ha provato a controllare il tempo: i risultati non si sono mai risolti in qualcosa, nel senso che sono sempre stati fallimentari, ma è interessante sapere che qualcuno ci ha provato, nel corso del tempo.

10. I cannoni antigrandine

Questi bizzarri oggetti dovevano servire per impedire la formazione della grandine direttamente nelle nuvole, perché come ben sappiamo la grandine è il peggior nemico dei raccolti di ogni tipo. All’interno veniva messa una miscela di ossigeno e di altri gas, nell’800, e questi dovevano avere lo scopo di evitare proprio la formazione dei chicchi all’interno delle nuvole; è inutile dire che l’esperimento, dopo oltre 200 prove, addirittura, è fallito inesorabilmente.

9. L’acceleratore di umidità

Questo bizzarro apparecchio altro non era che una ciminiera all’interno della quale venivano bruciati diversi gas che, a detta del suo inventore, avrebbero dovuto attirare le nuvole. Il progetto fu realizzato, e la cosa particolare fu che effettivamente, nella regione secca in cui fu provato iniziò a piovere. E venne addirittura un’alluvione, per cui gli abitanti del posto dettero la responsabilità all’inventore! Tuttavia, il funzionamento non è mai stato dimostrato, per cui l’azione legale, così come l’invenzione, finì in un nulla di fatto.

8. L’incendio attira-pioggia

Alla fine dell’800 si credeva che la guerra attirasse la pioggia, visti numerosi precedenti di pioggia dopo l’inizio delle battaglie più importanti. Così un meteorologo, studiando il fenomeno, scoprì che (almeno secondo lui) la pioggia non era attratta dal rumore delle armi, bensì dal calore che queste liberavano: il risultato fu quello di chiedere al governo degli Stati Uniti un intero bosco per bruciarlo, vedendo così se il calore sprigionato avrebbe attirato la pioggia. Un metodo completamente inutile, e un bosco in meno.

7. La dinamite in cielo

La credenza di cui abbiamo parlato al punto precedente, però, era molto radicata in America alla fine dell’800, e quello dell’incendio non è stato l’unico modo di provare a controllare la pioggia. Infatti, un altro meteorologo dell’epoca provò, come soluzione alternativa, quella di far esplodere dei candelotti di dinamite in cielo per vedere se l’esplosione avrebbe appunto attirato la pioggia. Inutile dire che non ci riuscì, e questo esperimento, finanziato dai cittadini del Texas, fu un inutile spreco di denaro.

6. Il cannone spara nuvole

Altro esperimento completamente inutile fu quello inventato da uno psichiatra (!) australiano. In pratica, lui aveva costruito un gigantesco cannone al cui interno erano presenti tutti gli elementi che avrebbero formato una nuvola; sparando il contenuto verso il cielo, si sarebbero formate delle nuvole. Inutile dire che, anche in questo caso, fu un perfetto fallimento, perché le nuvole non comparvero anche se l’inventore diceva che “l’uso improprio avrebbe potuto portare a inondazioni”… sarà.


5. L’esperimento del Vietnam

Non si hanno particolari dettagli su questo esperimento, che comunque è fallito, e che fu messo in atto dagli Stati Uniti per cercare di far muovere meglio i soldati in Vietnam, un posto in cui le piogge sono tanti e i terreni sono particolarmente paludosi. L’esperimento consisteva nel cercare un modo per eliminare le nuvole e di conseguenza la pioggia; non si sa com’è andata, si sa solo che vennero sprecati inutilmente tantissimi fondi americani.

4. Il santone che faceva piovere

Naturalmente, le truffe in questo senso sono state abbondanti nel corso della storia, e infatti in Australia ci fu un santone che proponeva ai contadini di andare nel loro campo e far piovere, grazie ad una miscela di sostanze chimiche di sua invenzione in grado di attirare le nuvole. Fu un’attività molto redditizia, almeno finché i cittadini non si accorsero che lui aspettava ad andare nel campo fin quando le previsioni ufficiali non prevedevano la pioggia!

3. La danza della pioggia

Una delle usanze più famose per provocare la pioggia era questa, messa in pratica dalle tribù dei nativi americani. I ballerini si vestivano con abiti sgargianti, e utilizzavano degli artefatti simboleggianti le condizioni naturali, come le piume per rappresentare il vento. Quindi iniziavano a ballare, sincronizzando i loro movimenti e sperando che le nuvole li notassero e portassero la pioggia, nelle stagioni secche.

2. La battaglia per la pioggia

Una variante degli esperimenti che abbiamo visto prima (a proposito della guerra e della pioggia) ma ancora più in grande era quella che consisteva nel mettere in una zona ben 11.000 chili di dinamite, per simulare una vera e propria guerra. Il nemico non c’era, ma l’inventore era un seguace della teoria della guerra-pioggia, e provò in questo modo ad attirare le nuvole. Spese inutilmente 50.000 dollari, nel 1910.

1. Le pietre della pioggia

Le pietre della pioggia fanno parte di rituali specificamente pensati per provocare la pioggia in tantissime culture antiche, come quella Romana ma anche quella giapponese, africana e nord americana. Sono state usate sia per attirare le piogge, sia per comunicare con gli dei che avrebbero portato la pioggia. A Roma, il metodo si chiamava Lapis manalis, e la pietra si trovava nel tempio di Giove, che controllava i fulmini e le tempeste; veniva spostata di città in città ogni volta che una città richiedeva la pioggia, perché Giove la concedesse.