martedì 26 luglio 2016
scritto da Valerio Guiggi

Le 10 piante più pericolose e assurde che non conoscevi!

Le piante hanno i loro meccanismi per difendersi dai predatori e sopravvivere. Alcune di queste hanno semplicemente un cattivo sapore, o delle spine che fanno demordere gli animali che se ne nutrono, ma altre hanno strategie di difesa davvero particolari, ai limiti dell’assurdo!

Le piante sono uno dei cinque regni della natura alla cui presenza tutti noi siamo abituati. Ce ne sono alcune commestibili, altre che non si possono mangiare, ed altre ancora che sono addirittura pericolose: proprio di queste piante vi parliamo in questa lista, perché entrare in contatto con esse potrebbe essere addirittura mortale. E non solo a causa dell’ingestione, perché questi organismi hanno dei metodi veramente assurdi per difendersi dai loro “predatori”.

10. Il Tasso o Albero della Morte

Il Tasso o Taxus baccata è una pianta che nei paesi nordici, ma a volte anche qui da noi, viene utilizzata come pianta ornamentale per le siepi. Se del tasso vengono mangiati i frutti, non succede nulla, mentre se ne vengono mangiate le foglie, un cavallo può morire con solo 100 grammi, per cui ad un uomo ne basterebbero una ventina. Insomma, questa pianta è una specie di roulette russa che dipende dal punto in cui viene consumata, e se va male uccide nel giro di poche ore.

9. Il Panace Gigante

Questa pianta, Heracleum mantegazzianum, è una pianta che può essere molto pericolosa per l’uomo. Sebbene infatti possa essere toccata dall’esterno (anche se è meglio non rischiare) la sua linfa ha un effetto dannoso sulla pelle umana, perché se viene in contatto la brucia, lasciando profonde cicatrici. Inoltre, se viene in contatto con gli occhi, causerà la cecità di chi ha toccato la linfa, il che significa che è bene averci a che fare il meno possibile.

8. L’angelo della Morte

Il nome americano che è stato dato a questo fungo, Amanita ocreata, ovvero Angelo della Morte, è molto eloquente sui danni che può provocare. Qui da noi non si trova, perché cresce solamente sulla sponda occidentale dell’America del Nord, ma nonostante questo ci sono altri funghi del genere Amanita che possono interessare anche il nostro paese. Questi funghi creano un blocco istantaneo del fegato a cui non c’è modo di sopravvivere, e si muore nel giro di pochissime ore a causa dell’intossicazione. Anche se tecnicamente non è una pianta, è uno degli organismi più pericolosi per animali e uomo.

7. La Pianta Mangia-Pecore

Questa particolare pianta, la Puya cilensis, è chiamata anche Pianta Mangia-Pecore. Se vi state chiedendo il motivo, in realtà non è difficile da capire: basta guardarla. La piant cresce in Cile, paese dove sono presenti moltissime pecore, e ha delle foglie durissime e rigide. Le pecore a volte vanno a mangiarla, le spine si incastrano nella loro gola e lo sventurato animale muore di fame, perché non riesce a rimuoverla in alcun modo. Sembra che questa sia una strategia evolutiva della pianta: la pecora muore e le fornisce in decomposizione le sostanze di cui la pianta si nutre.

6. Il Cappuccio del Monaco

In Italia questa pianta è più conosciuta con il suo nome scientifico, Aconitum napellus, o Aconito. Per chi ha letto Harry Potter, il maghetto non conosceva la differenza con la Luparia nella prima lezione di pozioni con Piton. In ogni caso, è una delle piante più tossiche che si trovano anche nel nostro paese, e cresce sulle Alpi: la dose letale, per ingestione, è veramente bassa e questa pianta può uccidere una persona oppure un animale nel giro di pochissimi minuti.


5. Lo Spino di Giuda

Lo Spino di Giuda, o Gleditsia triacanthos, è un esempio di come le piante, per difendersi, hanno a disposizione molti modi e non semplicemente la creazione di composti tossici. Questa pianta è molto resistente, e riesce a crescere anche in località marine, caratterizzate da forti venti dove altre piante non riescono a resistere. Per sopravvivere ha a disposizione un vero e proprio groviglio di durissime spine che mettono in pericolo gli animali che provano a cibarsene, ma anche un uomo rischierebbe molto se andasse a sbatterci contro.

4. La Digitale

Tra le piante velenose è una delle più famose, appartenente alla specie Digitalis purpurea. Si trova anche dalle nostre parti, ed è molto pericolosa perché i principi attivi che contiene sono in grado di stimolare la contrazione cardiaca. A causa di questo la pianta viene usata per la fabbricazione di medicinali, ma biaogna fare attenzione: se mangiarne piccole dosi, infatti, porterebbe a un aumento del ritmo cardiaco, mangiarne più del necessario porta alla fibrillazione cardiaca, quindi al ristagno di sangue e alla morte.

3. La radice del serpente

Questa pianta è poco conosciuta dalle nostre parti, per cui a sua volta è poco conosciuta la malattia che causa. Si chiama Ageratina altissima, ed è comune in America dove generalmente viene consumata dagli animali. Le mucche e le pecore, però, non sempre restano avvelenate dalla sua tossina, che per questo motivo si accumula nel latte. Se un uomo, poi, beve il latte, può subire l’avvelenamento detto “Malattia del Latte”. E il responsabile sembrerebbe essere proprio il latte, quando invece in modo molto subdolo l’avvelenamento è stato causato dalla pianta.

2. L’Occhio di Bambola

Questa pianta, Actaea pachypoda è già inquietante al primo sguardo, anche se non si considera il suo effetto. I suoi frutti sembrano tanti occhi che rimangono sulla pianta e squadrano tutto intorno, come a sfidare i passanti a mangiarla. Cosa da non fare mai: per l’uomo è letale, perché ferma il cuore in modo quasi istantaneo. Sugli uccelli, però, non ha alcun effetto, il che fa sì che questi animali ne diffondano i semi nell’ambiente.

1. La Pianta del Suicidio

Terminiamo con questa pianta, all’apparenza innocua, che in realtà non uccide ma causa un dolore talmente forte che porta al suicidio chi ne subisce la puntura. È ricoperta di piccole spine, proprio come l’ortica, e se qualcuno ci viene a contatto (non ingerendola, anche solo toccandola) queste spine iniettano una tossina all’interno dell’organismo che porta un dolore atroce tanto da volersi uccidere per fermarlo; da qui il nome della pianta. La cosa curiosa è che i suoi frutti sono commestibili… Ammesso che si arrivi a prenderli.