martedì 29 maggio 2012

La nascita della pirateria: la storia di Napster

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La pirateria è un fenomeno diffuso in scala mondiale: al giorno d’oggi, purtroppo, tutti scaricano da internet musica, video e film di tutti i generi. Ma come e quando ha iniziato a diffondersi questa pratica? Tutto cominciò nel 1999, quando Shawn Fanning e Sean Parker, due giovani informatici statunitensi hanno portato alla luce Napster, il primo programma di scambio peer to peer.

Questo sistema si mette in funzione tra più computer i quali ovviamente non sono connessi fisicamente tra loro, sono collegati alla rete tramite un sistema comune di server centrali. Napster è stato il primo di una lunga serie di programmi, che si presume conoscerete tutti: Emule, Kazaa, Morpheus, WinMX, LimeWire o BitTorrent.

Napster ha rivoluzionato il mondo del web, e come saprete, avendo dato inizio alla pirateria ha fatto sì che per l’industria discografica iniziasse un declino che ancora oggi grava sui bilanci delle più grandi società multinazionali.

Oggi, Napster non esiste più: ha infatti siglato un accordo di vendita fondendosi con Rhapsody, un servizio di musica on demand della Real Networks, disponibile già da qualche tempo negli Stati Uniti. Ma perché, se ha ottenuto un successo in scala internazionale, Napster ha dovuto chiudere i battenti? Perché negli anni il numero degli abbonati è calato vertiginosamente: dai 700.000 abbonati del 2008, sono diminuiti fino a 400.000, quasi la metà.

Ciò è stato causato dall’arrivo di servizi come iTunes Music Store, di Apple, aperto ufficialmente dal 2003, o ancora PandoraSpotify. Servizi come quest’ultimo permettono agli utenti, tramite un abbonamento mensile di soli dieci euro, di usufruire di un numero illimitato di brani, e di creare una vera e propria libreria virtuale, indicizzabile per artisti o album.

Il nuovo servizio che offre Rhapsody permette di accedere ad oltre 13 milioni di brani, e ad esservi iscritti sono in oltre 800.000, tutti utenti paganti. Il nuovo logo integra lo stesso simbolo di Napster, con il felino con occhi a led e cuffie da dj.

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