La “mappa della lingua” in realtà non esiste: la storia di una delle più grandi bufale di sempre!


sabato 29 luglio 2017
scritto da Valerio Guiggi

Una delle bufale più comuni e radicate riguarda la nostra lingua, e il fatto che le diverse zone della lingua permettano di percepire diversi sapori. Questa credenza è sbagliata, e lo sappiamo da tantissimi anni.

Se la maggior parte di noi torna, con il pensiero, alle scuole elementari, probabilmente ricorderà come gli insegnanti parlavano della percezione umana del gusto. Il gusto, come tutti sappiamo, si percepisce tramite un organo del nostro corpo che è la lingua, ma probabilmente vi è stato detto che la lingua si divide in diverse zone: ognuna delle zone è deputata a sentire un diverso tipo di sapore, ad esempio la punta della lingua permette di percepire il dolce e il retro della lingua per ette di percepire l’amaro. L’esperienza ci insegna che non è così, ma la cosa più incredibile è che ciò che viene riportato sulla maggior parte dei libri di scuola dipende da un banale errore di traduzione!

Infatti, la mappa della lingua con zone che percepiscono i diversi sapori è una credenza dovuta ad un errore di traduzione, errore che non risale a pochi anni fa, ma a più di un secolo fa, nel 1901. Uno psicologo, traducendo in inglese un articolo scritto da un medico tedesco (quindi in tedesco) semplicemente sbagliò a tradurre ciò che c’era scritto nella pagina, e iniziò la tradizione dell’esistenza della mappa linguale, suddivisa in diverse zone.


Ma la cosa non si ferma qui: nonostante agli inizi del ‘900 un medico giapponese abbia scoperto che i sapori fondamentali non sono quattro, ma cinque, perché oltre al dolce, al salato, all’aspro e all’amaro siamo in grado di percepire l’unami, o saporito, che risponde al glutammato che viene in contatto con la lingua, la mappa linguale con la percezione dei quattro gusti scoperti in occidente è sopravvissuta fino ai giorni nostri, tanto che moltissime persone, ancora oggi, pensano che esistano solamente quattro gusti fondamentali, e non cinque.

Le traduzioni successive, naturalmente, hanno fatto sì che le cose cambiassero, ma il pregiudizio ormai diffuso era piuttosto “duro a morire”, e questo ha portato a credenze che sono vive ancora oggi. La conferma definitiva del fatto che i gusti si possono percepire in qualunque parte della lingua, ma anche in altre parti della bocca (come il palato molle e l’epiglottide, che si trova al termine della lingua) è arrivata addirittura nel 1974, quando molti di noi non erano ancora nati, o comunque non erano ancora in età scolastica.

Fortunatamente, oggi sappiamo che le cose non stanno proprio così, ma è incredibile come, nonostante le scoperte scientifiche siano piuttosto datate, alcune credenze sono davvero difficili da eliminare. Non tanto dalla mente delle persone, perché un problema del genere è piuttosto banale, ma soprattutto dalla mente di chi scrive libri di testo e programmi istruttivi per bambini, che spesso veicolano informazion sbagliate che si ritengono corrette per tutta la vita!