Imprenditore rischia la vita per salvare i cani da macello


giovedì 18 maggio 2017
scritto da Valerio Guiggi

Un imprenditore cinese amante degli animali ha iniziato a pensare che un animalista dovesse fare di più che aiutare i cani randagi offrendo loro da mangiare. Così è arrivato a rischiare la vita pur di salvare i cani dai macelli.

Una delle pratiche più inumane e, purtroppo, ancora oggi attive in alcuni paesi come la Cina (anche se non dappertutto, per fortuna) è quella della macellazione e del consumo alimentare dei cani. Il cane è un elemento tradizionale in quelle zone, ma il problema non finisce solo al fatto che i cani vengono uccisi; conta molto anche come vengono uccisi, a volte addirittura scuoiati vivi, e comunque tra enormi sofferenze che questi animali si trovano costretti a sopportare. Le associazioni animaliste sono da tempo attive per fermare avvenimenti come questi, ma purtroppo in alcuni paesi è molto difficile, per motivi prevalentemente politici, fare azioni concrete.

Per fortuna esiste qualcuno come Mark, imprenditore cinese di successo che dedicava, prima, un po’ di tempo libero ad aiutare i cani randagi della sua zona di residenza offrendo loro da mangiare. Tuttavia ha pensato che, oltre a nutrirli, avrebbe potuto fare anche qualcosa di più intervenendo sugli animali che vengono allevati per finire al macello, e lo ha fatto addirittura mettendo a rischio la sua stessa vita per andare fino in fondo.


La scintilla che ha fatto decidere a Mark di partire è stato il conosciuto (anche da noi, grazie alle associazioni) festival della carne di cane, in cui appunto i cani vengono fatti soffrire con lo scopo, si dice, di rendere la carne più gustosa. Non potendo credere che ciò avvenisse davvero, Mark è andato a controllare con i suoi occhi, e da lì ha deciso di intervenire.

La strategia che utilizza è molto semplice: da imprenditore qual è, si finge interessato ad acquistare molti cani, perché dice di avere una tecnica di macellazione più efficiente e vuole metterla in pratica personalmente. Per cui utilizza i propri soldi per acquistare i cani e macellarli. In questo modo (visto che, a suo dire, i cani verranno restituiti macellati) il costo per ogni cane è basso, e lui può comprarne tanti… Salvo il fatto che, dopo averli comprati, li liberava. Quando i venditori dei cani, che dovevano ricevere la loro carne, non l’hanno ottenuta, si sono infuriati e hanno cercato addirittura di ucciderlo, anche se per fortuna è riuscito a salvarsi.

Ma, naturalmente, il tentato omicidio non ha fermato la sua azione. Anzi, visto ciò che era riuscito a fare altri hanno pensato di seguire le sue orme, contattandolo e cercando di collaborare con strategie simili, per liberare i cani dall’agonia. Hanno anche coinvolto veterinari locali quando si sono resi conto che dei 249 cani liberati la prima volta, circa 200 erano morti perché camminavano a stento, avendo sempre vissuto all’interno di una gabbia. La liberazione dei cani è divenuta per lui, e per altri, una vera e propria missione, che mette in pericolo la vita stessa di queste persone. Ma l’amore per gli animali può riuscire anche vincere tutta la paura.