Gli scienziati vogliono portare sul mercato carne mai appartenuta ad un animale, per i vegetariani!


giovedì 27 luglio 2017
scritto da Valerio Guiggi

Una serie di progetti di ricerca mirano a produrre della “carne in provetta”, carne che non sarebbe mai appartenuta a nessun animale e potrebbe quindi essere mangiata anche dai vegetariani.

Per quale motivo una persona diventa vegetariana? Solitamente, per una questione etica di rispetto verso gli animali. Pensare di mangiare il corpo di un animale che, mesi prima, si muoveva, viveva, mangiava ed aveva una propria coscienza ad alcune persone da molto fastidio, ed è questo il motivo che li spinge a smettere di mangiare la carne. Questo, ma non altro: in particolare, non è che la carne e i derivati (come i salumi) non piacciono a queste persone. Per cui, alcuni ricercatori hanno pensato che se riuscidssero a creare della carne che non è mai appartenuta ad alcun animale, questo prodotto potrebbe essere un successo nel mercato dei prodotti per i vegetariani.

Sulla carta, un prodotto del genere è semplice da realizzare: si prendono alcune cellule muscolari da un animale che non viene ucciso, ma a cui viene fatto solo un prelievo (può essere un pollo, un bovino, un suino o qualsiasi animale si voglia) e si fanno riprodurre queste cellule in laboratorio. Se le cellule si riproducono, abbiamo di fatto un muscolo artificiale che, tagliato, permette ad avere della carne la quale non è appartenuta ad un animale che poi è stato ucciso, per averla.


Se sulla carta fare una cosa del genere è relativamente semplice, come si può immaginare nella realtà lo è molto meno. Infatti, i ricercatori non riescono a far crescere le cellule muscolari in laboratorio, nelle capsule di petri, come succede con altre cellule attualmente utilizzate; la massima quantità di carne che, per adesso, sono riusciti ad ottenere in questo modo è larga 2,5 centimetri e lunga 0,7, cioè verrebbe terminata in un solo boccone anche se per ottenerla ci sono voluti diversi mesi.

Il problema principale che si incontra nel cercare di ottenere questo tipo di carne è la mancanza di finanziamenti; si stima infatti che per la produzione del primo hamburger ci vorranno circa mezzo milione di dollari. Il problema, infatti, è che il muscolo per crescere ha bisogno di movimento, e quando questo non viene fatto si atrofizza, come succede a chiunque non possa muovere un arto per un po’ di tempo (per esempio, a causa di una frattura); fin quando gli scienziati non riusciranno ad interrompere questo meccanismo, il problema continuerà a comparire di nuovo.

Comunque sia, gli interessi economici verso questa “carne in scatola” creata in laboratorio ci sono, anche perché la carne “finta” non sarebbe un vantaggio solo per i vegetariani, ma per tutto il pianeta: per avere un chilo di carne ci vogliono migliaia di litri d’acqua, e l’acqua oggi è poca; per far crescere un animale, poi, ci vogliono anche intere piantagioni vegetali destinate unicamente all’alimentazione animale, quindi terreno coltivato che non andrà mai a nutrire delle persone: la ricerca in questo senso è quindi sempre più importante, perché le persone consumeranno sempre più carne nei prossimi anni, a causa dell’incremento demografico, mentre le risorse diminuiscono costantemente.