Dentista inventa una protesi boccale che serve ad infilare meglio in bocca… quello che pensi, si!


giovedì 17 novembre 2016
scritto da Valerio Guiggi

Un dentista statunitense ha inventato una protesi dentale davvero rivoluzionaria: a differenza di tutte le altre protesi, infatti, non serve per raddrizzare i denti, bensì serve per far sentire meglio… qualcos’altro che può entrare in bocca.

Se l’apocalisse umana non era ancora arrivata, probabilmente ci siamo vicini, con la notizia dell’incredibile quanto assurda invenzione di un artista e dentista statunitense. Come ben sappiamo, il mondo della medicina (in cui rientra anche l’odontoiatria) è un ambito che va sempre avanti, trovando nuove soluzioni ai problemi della gente; ma anche un altro mondo, che con la medicina c’entra meno che nulla, continua ad andare avanti creando “soluzioni per tutti i gusti”… E’ il mercato dei prodotti per adulti.

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Il dentista, così, ha pensato bene che la bocca non serve solo per mangiare, ma anche per… si, per fare altro, come del resto una celebre popstar che parteggiava per una celebre candidata alla Casa Bianca ci ha ricordato. Così ha pensato che, diciamo, l’uso alternativo che si può fare della bocca, potesse essere migliorato; e perché non farlo con una protesi personalizzata che aumenti il piacere di chi la protesi non la indossa? Le sue idee sono diventate realtà, e il medico ha mostrato la sua proposta a tutto il mondo.

In pratica, si tratta di una protesi mobile personalizzata, come quelle che compongono gli apparecchi mobili che raddrizzano i denti. La procedura per produrla è molto simile a quella per produrre un’apparecchio (chi lo ha avuto sa di cosa stiamo parlando), ovvero effettuare un calco della bocca per prendere tutte le imperfezioni e creare una protesi che si adatti perfettamente a quella bocca. A questo punto, passato un po’ di tempo per dar modo agli odontotecnici di lavorarci, viene creato l’apparecchio, che ha la differenza rispetto a quelli normali di essere costruito in un materiale che da la stessa sensazione della pelle.

E ha anche un’altra differenza: la parte interna, ovvero il palato, ha una forma particolarmente “anatomica”, per quello che dovrà venire in contatto con esso, in modo da restituire la sensazione più piacevole possibile. Insomma, feedback della pelle, forma perfettamente ad incastro e un bellissimo apparecchio che la parte che si presta deve mettere prima di iniziare il rapporto orale, che per molti è una cosa bellissima da vedere, come possiamo immaginare.

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Ma la cosa più assurda di tutto questo (si, perché non è ancora finito) è che il dentista non si fermerà lì. Sta infatti studiando un metodo che permetterà di andare ancora più in profondità, sempre nei rapporti orali, modificando chirurgicamente la mandibola, e addirittura pensa a protesi anali e vaginali per altri tipi di “piaceri inesplorati”: non sappiamo quanti accetteranno di finire sotto i ferri, in modo più o meno invasivo, per provare queste cose, ma non c’è da escludere che qualcuno (o qualcuna) lo faccia veramente. Per la gioia del proprio partner.