Creato un sistema che permette di replicare la voce di chiunque ascoltandola per un minuto


martedì 16 maggio 2017
scritto da Valerio Guiggi

Una società americana ha inventato e mostrato un sistema che, ascoltando solo un minuto della tua voce, riesce a ricrearla in modo pressoché perfetto. In pratica, potrebbe “rubare” la tua voce partendo da una conversazione.

Lo scenario della notizia di cui vi parliamo oggi è abbastanza inquietante, per un servizio che comunque è molto curioso e futuristico. Si tratta di un siatema, completamente informatico, che permette di replicare la voce di un essere umano. E non tramite un’imitazione, oppure prendendo frasi che quella persona ha effettivamente detto in passato e montandole insieme per creare una frase unica, bensì analizzando la voce di una qualsiasi persona che parla, riconoscendone i tratti principali e riuscendo in questo modo a ricrearla completamente in modo artificiale. Una tecnologia interessante e, nello stesso tempo, un po’ spaventosa.

Ma andiamo con ordine. Il progetto è stato realizzato da una startup americana che ha pensato di creare questo siatema in grado di replicare la voce di una persona; ha dato dimostrazione del funzionamento replicando la voce di alcuni personaggi famosi, come Trump o Obama, e i risultati effettivamente sono impressionanti perché sembra di sentire i loro discorsi, non cose sintetiche fatte da un assistente vocale come quello degli smartphone. La tecnologia non è utilizzabile da tutti, perché ancora in fase di sviluppo, ma la società sta cercando investitori che possano svilupparla ancora di più.


Nel bene e nel male, le possibilità per una cosa del genere ci sono: un esempio positivo potrebbe essere quello di rendere vocali le chat scritte, oppure di chiedere alla voce di una persona amica di leggere un testo, magari per sentirsi un po’ meno soli. Anche poter sentire la voce specifica di un personaggio famoso sotto forma di bot (in cui la voce dice cose scritte che però non sono pre-registrate) sarebbe interessante per alcuni tipi di servizi: prenotando i biglietti del concerto del cantante X, lui stesso potrebbe mettersi a chiaccherare con noi rispondendo a tema.

Ma a fianco di queste idee interessanti ce ne sono alcune che sono, invece, piuttosto spaventose. Un esempio è quello in cui i classici operatori della luce e del gas che chiamano ad ogni ora del giorno e della notte registrassero i nostri “non mi interessa” per poi sintetizzare la nostra voce per un “mi interessa, accetto”; un altro esempio è che qualcuno, spacciandosi per noi, inizi una conversazione sintetica con un’altra persona che è convinta di parlare con noi, semplicemente avendo accesso a questo sistema.

Ma sarebbe possibile, per esempio, imbrogliare i sistemi di sicurezza che si basano sul riconoscimento vocale, ad esempio gli smartphone che oggi stanno puntando sempre di più si questo tipo di sicurezza per far avere l’accesso ai dati registrati, e gli esempi potrebbero essere tantissimi. Insomma, le tecnologie non sono né buone né cattive, tutto dipende dall’uso che ne facciamo, anche se le conseguenze potrebbero essere più terribili di quanto comunemente possiamo immaginare.