domenica 17 luglio 2016
scritto da Valerio Guiggi

Creato in laboratorio il primo “batterio ridotto” artificiale, una forma base della vita

Alcuni scienziati, dopo decenni di lavoro, sono riusciti a creare il primo batterio artificiale in grado solamente di sopravvivere, mangiando, e di replicarsi, senza nessuna altra funzione. Le funzioni specifiche, poi, le aggiungeranno i ricercatori, facendone qualcosa di non molto diverso da un robot.

Anche se potrebbe sembrare una cosa da poco, in realtà quella che vi riportiamo oggi si tratta di una notizia che potrebbe addirittura cambiare radicalmente il nostro futuro, negli anni a venire. La notizia riguarda infatti la creazione di un batterio artificiale, creato in laboratorio, ma non un batterio qualsiasi: Syn 3.0, questo il nome che gli è stato dato, è il primo “Batterio ridotto”, ovvero una forma di vita di base alla quale possono essere, diciamo così, aggiunte funzioni extra.

Il progetto di ricerca va avanti da qualcosa come 20 anni, quindi tantissimi, per arrivare ad un risultato del genere. Lo scopo dei ricercatori che lo hanno creato era quello di riuscire a produrre un organismo artificiale che sapesse fare solamente due cose: sopravvivere e riprodursi, e niente di più. In pratica, un vero e proprio robot ma sotto forma di un batterio, che fosse privo di qualsiasi funzione aggiuntiva diversa dalla sopravvivenza della sua specie. Per farlo si è seguito un lunghissimo percorso di marcatura di tutto il DNA, partendo da un batterio “selvatico” (il Mycoplasma mycoides) e cercando di capire a che cosa servisse ogni singolo gene.


In questo modo i ricercatori hanno riprodotto il DNA dei batteri studiati togliendo, di volta in volta, i geni che codificavano per funzioni aggiuntive, come produrre proteine che resistessero a condizioni avverse, tossine, sostanze contro altri microbi, ma anche appendici che gli permettessero di muoversi: tutto questo ha portato ad avere un microrganismo per il quale la minima differenza di temperatura, di ambiente in cui vive, di concentrazione salina, sarebbe mortale, perché non sa difendersi in alcun modo.

Un punto di arrivo per questo progetto, quindi, ma un punto di partenza per il futuro, più fantascientifico di quanto si potrebbe pensare. Perché se in alcuni videogiochi esistono potenziamenti che si possono fornire ad un organismo (umano, di solito) per conferirgli abilità speciali, qui tutto questo potrà essere fatto con Syn. Voglio che impari a bere il vino e produrre penicillina? Si studia il metodo e si “aggiunge” il gene, o i geni, che codificano per questa funzione. Voglio che produca una tossina umana letale? O letale per le zanzare? Si studia la forma della tossina e gli si “aggiunge”, così che lui possa iniziare a produrla.

Insomma, le prospettive di un progetto del genere sono molte, e qualcuna è anche quasi spaventosa, perché in teoria si potrebbe anche creare il batterio più letale di sempre, con questo che a tutti gli effetti è un guscio vuoto. Chiaramente i progetti che partiranno da lui sono di tutt’altro genere, e vanno dal bonificare aree inquinate, al produrre a comando medicinali anche complessi come l’insulina a prezzo bassissimo, ma anche a metabolizzare l’anidride carbonica e rendere abitabile (respirabile) l’atmosfera di un pianeta come Marte: prospettive quasi da film, ma che stanno diventando realtà.