C’è un posto di lavoro fisso da 40.000 euro all’anno e nessuno lo vuole: ecco perché!


domenica 27 novembre 2016
scritto da Valerio Guiggi

Un lavoro fisso e ben remunerato che però nessuno vuole è quello di insegnante sull’isola di Muck, in Scozia. L’isola è così difficile da raggiungere e da vivere che gli aspiranti maestri temono per la loro libertà.

In anni di crisi come quelli che stiamo vivendo, il lavoro è una cosa molto importante, e per chi ce l’ha la paura di perderlo è davvero tantissima. Per cui si è venuto a creare, in questo periodo, il “mito del posto fisso”, di avere un posto di lavoro, come quello pubblico, in cui sia impossibile (tranne per cose gravissime) essere licenziati, che molti cercano di avere anche se pochissimi ci riescono. E se vi dicessi che nel Regno Unito c’è un posto fisso da 40.000 euro all’anno (in sterline), che non sono pochi, ma che nessuno lo vuole?

Il lavoro, al contrario di quanto si potrebbe immaginare, non è nemmeno uno dei più duri: si tratta di un lavoro come maestro di scuola elementare, e per sei giorni a settimana, solo la mattina, bisogna insegnare ad una classe unica di sette bambini di diverse età. Semplice, no? Eppure nessuno lo vuole andare a fare, e non per la difficoltà del lavoro ma per la sua ubicazione, che effettivamente è un po’ difficile da raggiungere.


Si tratta dell’isola di Muck, un’isola scozzese che fa parte dell’arcipelago delle Ebridi. Qui vivono solamente 40 persone, essenzialmente tutti pastori, tra cui sette bambini che sono quelli che hanno bisogno di un maestro per la loro istruzione. I problemi del vivere qui, tranne che per quelle quaranta persone, sono diversi: si va dalla mancanza di qualsivoglia attività commerciale, alla mancanza di contatto con chiunque altro ma, soprattutto, è l’impossibilità di arrivare e tornare a terra che spaventa la maggior parte degli insegnanti. Si, perché i traghetti non ci sono quasi mai, e quando ci sono spesso non partono perché l’isola si trova in un tratto di mare impossibile da attraversare a causa dei flutti. Insomma, si arriva ma non si sa quando si torna.

Per molte persone, vivere qui senza mai potersi spostare e stando a strettissimo contatto con la particolare comunità del posto, è nientemeno che un incubo, una privazione della libertà. Il maestro che ha stabilito il record di permanenza su quest’isola ci è stato due anni e mezzo prima di licenziarsi, mentre l’ultima insegnante che, dopo il colloquio di assunzione, ha raggiunto l’isola, come è arrivata ha aspettato il traghetto successivo per tornare via immediatamente.

Insomma, la povera isola di Muck sembrerebbe proprio un inferno in terra, e la cosa particolare è che non manca solo il maestro: ad esempio, il cane di un’abitante è stato operato (con esito positivo) perché rischiava la vita da un ex medico dell’esercito ormai in pensione, perché non c’erano veterinari sull’isola. Una situazione davvero assurda, per un posto di lavoro fisso e sicuro che nessuno vuole fare al costo della propria libertà. Un costo alto: basta pensare che nemmeno i postini ci vanno. Le lettere le portano gli uccelli.