sabato 17 dicembre 2016
scritto da Valerio Guiggi

Artista crea il “rosa più rosa che c’è”, e lo vende a tutti, tranne a una persona: chi sarà?

L’assurda e incredibile guerra tra due artisti per i colori: l’inventore del rosa più rosa che esista vuole impedire che possa essere utilizzato dall’inventore del nero più nero che esista.

Anche se spesso non ci pensiamo, il mondo dell’arte è un mondo in continuo fermento. Non solo, infatti, gli artisti creano continuamente nuove opere d’arte, ma ci sono anche tante cose importanti di contorno: creare un nuovo materiale facile da lavorare, ad esempio, è la base per realizzare una buona opera, così come sono importanti i colori. Ed è proprio di colori che vogliamo parlare in questo articolo, per una storia che ha davvero dell’incredibile riguardante i “colori puri”.

Nella continua ricerca della perfezione, un artista ha infatti creato il colore “Rosa più rosa che c’è”. È un colore rosa (ovviamente) in polvere, che si può sciogliere in acqua diventando così una pittura, con cui si possono colorare delle opere d’arte. Il suo colore, realizzato con materiali ovviamente ignoti (lo sa solamente lui) è stato giudicato da un’equipe di scienziati che hanno dichiarato, con una macchina che analizza le lunghezze d’onda che formano i colori, che effettivamente è ad oggi il rosa che più si avvicina al rosa “ideale”, quello individuato dalle macchine come rosa puro.


Così questo artista, che si chiama Stuart, ha creato questo colore e lo ha messo in vendita ad una cifra accessibile a tutti: un barattolo da cinquanta grammi (di polvere, ancora da diluire) costa all’incirca 3 euro e 50, così che tutti possano comprarlo. Tutti, tranne una persona: un tipo che si chiama Anish, un altro artista, famoso perché è l’unica persona al mondo ad avere la licenza di usare il “Nero più nero che c’è”.

Potrebbe sembrare una guerra incredibile, ma Anish non ha inventato questo nero, che era stato inventato da un’azienda inglese che si occupa di attrezzature industriali. È un nero in grado di assorbire il 99,96% della luce visibile, per cui è un nero nerissimo. Ma lui ha contattato l’azienda non tanto per poterlo usare per dipingere, quanto per poterlo usare in esclusiva, togliendo agli altri artisti la possibilità di usarlo per le loro opere. Insomma, per vedere un quadro con questo nero è necessario comprarne uno di Anish, per vedere l’effetto che fa.

Questo, secondo Stuart, è contrario all’etica dell’arte, che è condivisione, e non possesso: per questo motivo, quando ha messo in vendita il suo rosa alla portata di tutti, ha preteso che ognuno che lo acquista deve firmare un contratto: qui sta scritto che l’aquirente non può essere Anish e che non deve comprarlo per conto di Anish, così come non deve avere alcun legame con Anish. Insomma, legalmente deve essere impossibile che colui che possiede “il nero” assoluto possa usare “il rosa assoluto”: una guerra assurda, ma una parte sommersa del mondo dell’arte è anche questo. Una lotta che non finirà fin quando Anish non condividerà il suo nero.