Arriva in Giappone il robot-prete che celebra i funerali!


domenica 17 settembre 2017
scritto da Valerio Guiggi

La rivoluzione tecnologica giapponese passa anche per i funerali: ci sono infatti dei robot che permettono di officiare le cerimonie funebri, al posto dei veri sacerdoti buddisti, per risparmiare.

Dalle nostre parti, le cerimonie funebri e tutto ciò che le riguarda, come il cimitero e la deposizione della salma, sono aspetti tenuti in grande considerazione dai cari a cui muore una persona vicina. Non è così dappertutto, però: in alcuni paesi, come il Giappone, per mancanza soprattutto di spazio i defunti vengono deposti in cimiteri che sono molto piccoli, ma soprattutto sono economici, perché gran parte delle persone non ha la possibilità di sostenere gli enormi costi che vengono richiesti per un funerale in questo paese. In passato vi abbiamo già parlato dei cimiteri giapponesi, oggi altamente tecnologici.

Per coloro che, tuttavia, non possono permettersi di spendere troppo per un funerale, oggi c’è anche la possibilità di risparmiare da un altro punto di vista: parliamo del risparmio nelle cerimonie. Infatti, piuttosto che un sacerdote (Buddista, solitamente) che celebra la cerimonia funebre è possibile, in pieno stile tecnologico giapponese, far celebrare tutto direttamente a… un robot! Proprio così, un robot che ha registrato una serie di frasi all’interno della sua memoria e che permette di ricordare ai presenti il defunto, dicendo parole che lo riguardano. In questo modo viene officiata la cerimonia di cremazione (perché in Giappone vige soprattutto la cremazione).


Il robot non è un dispositivo qualunque, però, perché è stato sviluppato, e presentato, come il primo robot in grado di interpretare le emozioni e, a seconda di quelle rilevate sul volto delle persone, dire frasi diverse. Così è entrato in diversi ambiti in questo paese, dai negozi di sushi alle banche, passando anche dalla reception degli hotel; il cimitero è quindi solamente uno dei tenti ambiti in cui oggi viene utilizzato, anche perché forse non c’è situazione migliore in cui una persona deve dimostrate “tatto” e attenzione per le emozioni che vengono provate dalla persona defunta.

Per adesso, questa soluzione è in sperimentazione e permette di capire se i giapponesi accettino, per risparmiare, questa soluzione tecnologica oppure se sia ancora troppo in anticipo sui tempi e se quindi sia meglio utilizzare, per il momento, ancora le soluzioni tradizionali rispetto a quelle tecnologiche, almeno in un ambiente così delicato come quello funebre.

In ogni caso, i robot buddisti indossano abiti tradizionali da sacerdoti, per rendere meno traumatica la situazione per i presenti. Tuttavia, come ha dichiarato l’azienda stessa, la soluzione robotica non si rivolge tanto ai tradizionalisti, ma a coloro che non seguono la religione e preferiscono però avere una cerimonia funebre, magari perché interessava proprio al defunto. In questo modo, i vivi non si offendono e il defunto ha comunque avuto la sua cerimonia, mettendo (in qualche modo) d’accordo tutti. Quello che, poi, si può pensare è e rimane solamente un’opinione personale.