Accetta banale un lavoretto online e si ritrova accusata di terrorismo!


martedì 8 agosto 2017
scritto da Valerio Guiggi

Un banale lavoro online le chiedeva di registrarsi mentre leggeva delle frasi, sconnesse tra loro, prese da diversi libri. Il video, diffuso, l’ha condotta ad un’accusa per terrorismo: ecco perché!

La scena, alcune settimane fa in Canada, è stata all’incirca questa. La polizia canadese non riusciva a trovare una ragazza, sospettata di essere una terrorista, e si è fatta aiutare nientemeno che dai social network: ha diffuso le foto di questa ragazza online, descrivendola come “molto pericolosa”, e così chi la conosceva, perché magari l’aveva vista al supermercato o in giro per strada, l’ha riconosciuta e ha indicato alla polizia dove si trovava la sua abitazione. Il problema è che lei non era una terrorista, e non sapeva nemmeno di che cosa si stesse parlando: tutto è iniziato quando lei ha accettato un semplicissimo lavoro online.

Jericho, wikimedia commons

La ragazza ha infatti utilizzato un celebre sito americano che consente di svolgere dei micro-lavori per soli cinque dollari. Il sito, divenuto famoso perché uno youtuber aveva fatto ballare dei ragazzi con un cartello davanti con scritte frasi razziste (loro che ballavano erano stranieri e non sapevano che cosa ci fosse scritto sul cartello), permette di fare piccoli lavori, generalmente in videochiamata oppure registrando dei video: dall’avere spiegazioni di matematica, all’aiuto per risolvere i compiti si arriva a “lavori” come schiacciarsi una torta in faccia facendo gli auguri a qualcuno.


Questa ragazza aveva accettato un lavoro banale all’inverosimile: aveva accettato, semplicemente, di riprendersi mentre leggeva le frasi prese da vari libri, frasi che erano state fornite da un committente. Le frasi erano tra loro slegate, ma chi ha acquisito il video, poi, lo ha montato e ha dato così un senso a quelle parole, un senso molto particolare: le frasi, in pratica, andavano a descrivere un modo per contrabbandare antrace (un batterio, detto anche carbonchio), che è un letale, spacciandolo per bicarbonato.

Il video è stato diffuso online, e naturalmente è arrivato all’attenzione della polizia che, non sapendo chi fosse quella ragazza e per quale motivo poteva fare una cosa del genere, ha iniziato a cercarla senza avere alcun riferimento sul suo conto. Così sono riusciti a trovarla nel giro di pochissimi giorni, ma la ragazza non è scappata e, anzi, ha chiesto informazioni ben sapendo di non avere nulla a che fare con il terrorismo.

Per fortuna, la polizia ci ha creduto subito e, dimostrata la sua buona fede dalle prove, ha scagionato la ragazza che, però, non se l’è vista bene. In effetti, è uno dei problemi dell’accettare lavori da sconosciuti via internet: se il 99% delle volte questi lavori sono seri, e dietro ci sono persone normali, a volte le cose potrebbero non essere così e qualcuno potrebbe ritrovarsi ad essere un tramite, inconsapevole, di operazioni che sono tutt’altro che legali. La morale, quindi, è che la prossima volta che accetterete un lavoro online da qualcuno è il caso di fare attenzione, specialmente se questo lavoro è bizzarro.