domenica 8 gennaio 2017
scritto da Valerio Guiggi

10 tradizioni assurde delle olimpiadi greche di cui nessuno si ricorda

Le olimpiadi, in passato, erano delle gare molto importanti, ma erano anche diverse da quelle che vediamo oggi. In particolare, molte delle tradizioni dei giochi erano incredibilmente violente: noi vi raccontiamo come erano, in realtà, le olimpiadi originali.

Le olimpiadi che si svolgono al giorno d’oggi, come quelle del 2016, riprendono da una tradizione che si svolgeva nell’antica Grecia, nella quale gli atleti migliori di tutto il paese si confrontavano con i loro sfidanti. Pensando alla figura delle olimpiadi greche pensiamo che, sport a parte, non ci siano grandi differenze tra ciò che si faceva in passato e le cose che si fanno oggi: invece non è così. No, perché in passato erano presenti una serie di tradizioni che, per motivi vari, non si ripetono oggi, e che sono quindi state dimenticate, se non dagli storici: in questa lista vi raccontiamo come si svolgevano le olimpiadi antiche, per modi veramente assurdi.

10. Il sacrificio rituale

Esiste un modo migliore per iniziare le olimpiadi se non una bella mattanza di animali? Nel terzo giorno delle olimpiadi greche, infatti, non c’erano le gare perché era il giorno dedicato al Re degli Dei, Zeus. In questa occasione venivano portati cento tori al tempio di Zeus, e uno per uno venivano macellati. La carne poi era cotta e veniva mangiata dagli atleti, come simbolo di forza, mentre le cosce erano bruciate in segno di sacrificio verso Zeus stesso. In pratica, simbolicamente le mangiava lui.

9. Mangiare i testicoli di ovino per migliorare le performance

Come a dire che il doping non è certo una novità, gli atleti greci prima delle gare si facevano una scorpacciata di testicoli. Anche se non conoscevano la biologia, guardando il comportamento degli eunuchi e degli animali castrati associavano i testicoli alla virilità, e di conseguenza alla forza; per questo prima delle gare mangiavano queste prelibate pietanze pensando che li avrebbero aiutati a dare di più durante le gare.

8. Gli atleti gareggiavano nudi

Se oggi fanno scalpore i vestiti di alcuni atleti che gareggiano alle olimpiadi, in passato questo problema non c’è mai stato perché tutte le gare si svolgevano con gli atleti completamente nudi. Non sappiamo bene come sia iniziata questa tradizione, ma sembra che qualcuno abbia detto, per primo, che nascondere la nudità era solamente un sinonimo di vergogna: tutti i greci sono stati d’accordo, e da allora gli atleti hanno sempre gareggiato senza vestiti.

7. Il pene legato

Ovviamente, visto che tutti gli atleti erano maschi, non potevano gareggiare, specialmente, in certe discipline, lasciando tutto al vento. Per questo motivo il pene veniva legato, con un indumento simile ad un perizoma che però non copriva nulla, ma serviva solamente a lasciare il tutto più compatto. Ben presto questo indumento, il kynodesme, acquisì un’importanza più estetica che funzionale, e serviva ad abbellire le parti intime, tanto che qualcuno lo usava anche fuori dalle olimpiadi.

6. La festa della prostituzione

Le gare olimpiche non erano l’unica cosa che attirava persone da tutta la Grecia, ma una parte consistente di attrazione era data dalle tantissime prostitute che si trovavano nei pressi delle città olimpiche. In pratica, la città diventava un “bordello a cielo aperto”, che durava per tutti i giorni delle olimpiadi, che erano solamente cinque. Alcune prostitute riuscivano in questo modo a guadagnare così tanto da avere soldi da spendere per tutto il resto dell’anno!

5. Lo sport senza nessuna regola

Che cosa succederebbe se in uno sport di oggi, come il calcio per esempio, non ci fosse alcuna regola? Probabilmente qualcuno morirebbe, e infatti è quello che succedeva nel Pankration, dove calci nei genitali e strozzamenti erano all’ordine del giorno. Addirittura, in una gara un atleta riuscì a vincere l’avversario con un calcio nel viso, ma rimase stretto tra le sue cosce e soffocò. In pratica, quell’atleta ha vinto ed è morto nello stesso momento.

4. La gara dei carri che uccideva le persone

Nelle olimpiadi era presente anche una gara di carri, che era solo una gara di velocità. “Solo”, naturalmente, è per dire: infatti invece di correre poù veloci degli altri i gareggianti cercavano di disarcionare gli altri concorrenti, che spesso finivano sotto le ruote del carro, o sotto gli zoccoli dei cavalli, e morivano. Alla fine, di solito, rimaneva solo un concorrente in gara, mentre molti altri erano morti: tutto sotto la folla che applaudiva.

3. La gara sotto 50 chili di peso

L’unica gara in cui gli atleti non gareggiavano nudi era quella che si svolgeva con l’armatura. Era una corsa, ma l’armatura pesava cinquanta chili e sotto l’armatura gli atleti erano comunque nudi, per cui il ferro premeva e tagliava la pelle, con cui era a diretto contatto. La corsa non era lunga, solo 400 metri, ma già a 70 i primi cedevano, e verso i 300 erano quasi tutti per terra. Non era una gara a chi arrivava prima in fondo, era una gara a chi arrivava più avanti.

2. Le donne non potevano vedere le olimpiadi

Depression

Con la sola eccezione della sacerdotessa che vigilava sulle olimpiadi, le donne non erano ammesse a vedere le gare, in nessun modo. Nemmeno se erano partecipanti: in alcuni casi, infatti, delle donne si allenavano per le olimpiadi, ed era concesso iscriversi, ma siccome poi non potevano entrare dovevano farsi sostituire da un uomo. Se lui vinceva, però, il merito andava alla donna.

1. La demolizione delle mura della città del vincitore

I vincitori delle olimpiadi erano ricoperti di onori: oltre alla corona di olivo venivano costruite statue e scritte canzoni in loro onore, e non avrebbero più pagato le tasse. Ma non solo: alcune città più piccole credevano che avere all’interno il vincitore delle olimpiadi fosse simbolo di così tanta forza che non c’era più bisogno delle mura della città. E così… le demolivano. Il motivo per cui i greci siano stati conquistati, però, rimane un mistero.