sabato 1 ottobre 2016
scritto da Valerio Guiggi

I 10 termini medici più complessi e la loro spiegazione!

Ti è mai capitato di andare a parlare con dei medici che pronunciavano delle parole per te incomprensibili? Questa lista ti aiuterà a capirne il significato!

 Ti è mai capitato di andare dal medico, o all’ospedale, e ricevere un referto pieno di termini medici strani e incomprensibili? In questa lista vogliamo darti una mano a capire che cosa significano quei termini. Perché parlare di epatite, cirrosi, disfagia, ematemesi per un medico è normale, ma per le persone comuni non lo è affatto: ecco quindi un piccolo aiuto sul come interpretare i principali prefissi e suffissi usati in medicina.

10. -ite, la parola che indica l’infiammazione


Molti di noi hanno sofferto almeno una volta di polmonite, di gastrite, di bronchite, e qualcuno anche di problemi più gravi come l’epatite o la colite. Tutti questi termini hanno in comune il suffisso particolare che è -ite, e che in medicina indica l’infiammazione, sebbene questa possa essere poi dovuta ad una malattia infettiva (come nel caso dell’epatite) o meno (come nel caso dell’artrite, che non è sempre dovuta a batteri o virus). Se sentite un termine che finisce con queste tre lettere, avete bisogno quindi di un antinfiammatorio.

9. Emo-, la parola che ha a che fare con il sangue


Altro prefisso molto diffuso in medicina è emo-, che sta ad indicare tutto ciò che ha a che fare con il sangue. Molti lo conoscono come uno stile di vita, che infatti ha a che fare proprio con il sangue, ma più comunemente se una persona ha una perdita di sangue ha una perdita ematica, se ha un’ematuria perde sangue dalle urine, ematochezia dalle feci, e poi può avere un’emostasi che è il blocco del flusso sanguigno. Tra le altre cose, anche gli stessi esami del sangue che ci facciamo tutti iniziano proprio con questo prefisso.

8. -fagia, la parola che ha a che fare con il cibo


Altro termine piuttosto comune nell’utilizzo in medicina è quello di -fagia, che indica il nutrimento. Tra intermini medici troviamo ad esempio la polifagia, che è il mangiare più del normale (tipico, ad esempio, dei diabetici) ma si utilizza anche parlando di organismi non umani ma che hanno a che fare con noi, a volte risultando anche pericolosi. Tra questi, gli insetti ematofagi come le zanzare mangiano il sangue, mentre gli organismi saprofagi si nutrono di detriti morti.

7. I prefissi a- o an- che indicano la mancanza di qualcosa


La “a privativa” è un prefisso molto comune che indica la mancanza di qualcosa relativamente al termine che lo segue. Una persona asociale, ad esempio, è una persona che non ha rapporti sociali, e così anche in medicina si utilizza molto questo termine. Un organo anecogeno è un organo che non mostra nulla (nero) all’ecografia, mentre una persona afona è una persona che non parla. Il lavoro anaerobio è quel lavoro muscolare che non utilizza ossigeno. Per cui, in ogni situazione, se una parola inizia per a (ed è seguita da un termine di senso compiuto) ne indica la mancanza.

6. -ectomia, il suffisso che indica l’estrazione


Le parole che terminano per -ectomia si sentono spesso in occasione degli interventi chirurgici. Infatti spesso le persone vengono sottoposte ad operazioni di nefrectomia, gastrectomia, enterectomia, orchiectomia, ovariectomia (queste ultime due di solito i cani e i gatti) e questi nomi indicano tutti la stessa cosa: l’estrazione dell’organo. A causa di una malattia o per un motivo preventivo (nel caso di ovaie e testicoli) ci può essere la necessità di togliere un organo intero dall’organismo: quando si fa si usano questi termini.

5. -tomia, il termine che indica il taglio


Meno grave come situazione medica, ma non meno diffuso della parola precedente è il suffisso -tomia, che ha un significato simile al precedente sebbene non indichi un’estrazione, ma solamente un’incisione. Se è presente una massa anomala, oppure se è stato ingerito un corpo estraneo, se bisogna rimuovere dei calcoli, viene eseguita una gastrotomia, un’enterotomia, una cistotomia, in base all’organo su cui si opera; la costante di tutti questi metodi è che l’organo viene inciso, aperto, si fa quello che si deve fare ma poi si ricuce, lasciandolo al suo posto, a differenza dell’-ectomia.

4. Crio-, il suffisso che indica il ghiaccio


Il suffisso -crio deriva dalla parola greca utilizzata per indicare il ghiaccio. Questo termine è molto utilizzato in medicina proprio perché si fa un grandissimo uso del ghiaccio, soprattutto per la conservazione di organi o celule di vario tipo, anche in azoto liquido (la crioconservazione). In questi anni prende piede la criochirurgia, operazioni che si fanno dopo aver congelato di solito un tumore per toglierlo senza creare troppi danni agli organi sani, ma molto famoso è anche (è in sperimentazione) il sonno criogenico, che congela il corpo per (provare a) risvegliarlo dopo molti anni.

3. Dis-, il termine che indica un’anomalia


Il prefisso dis- è un termine molto generico che indica semplicemente che c’è qualcosa che non va, per cui se avete una patologia che inizia per -dis la parola non dice nulla che già non sapevate. Ad esempio, disfagia significa avere problemi a mangiare, mentre la disuria è avere problemi di qualsiasi tipo nell’urinazione. È generalmente la trascrizione del sintomo, senza nulla di più preciso, per cui il problema va approfondito.

2. Epi- ed ipo-, che indicano il sopra e il sotto


Quando si sentono questi due termini a proposito della medicina semplicemente si intende un sopra o un sotto. Un’iniezione epidurale, che a volte viene fatta prima del parto, ad esempio è un’iniezione che viene fatta sopra ad una delle meningi (la dura madre, per questo -durale). C’è un ormone che si chiama epinefrina perché prodotto da una ghiandola che sta sopra al rene, e un organo chiamato ipotalamo perché sta sotto a un altro organo chiamato talamo. Semplice, no?

1. Epato-, il termine che si riferisce al fegato


Uno degli organi con la maggiore probabilità di avere un problema nel nostro organismo è il fegato, che ha tantissime funzioni tra cui quella di detossificare, di immagazzinare sostanze di riserva e di produrre vari tipi di proteine. Questo organo è quindi molto sottoposto ad avere problemi, e ci si riferisce a lui con il termine Epato-; un’apatite, lo abbiamo già visto, è un’infiammazione, una neoplasia epatica è un tumore al fegato, la cirrosi epatica un problema molto grave sempre al fegato, che può essere conseguenza dell’epatite alcolica, ad esempio. Insomma, i problemi possibili sono tanti, ed è sempre meglio evitare di avere a che fare con questa parola.