lunedì 12 dicembre 2016
scritto da Valerio Guiggi

10 stranissimi modi con cui l’Unione Sovietica controllava la popolazione

I modi più assurdi con i quali in Unione Sovietica si controllavano le popolazioni, perché facessero tutto quello che diceva il Partito senza chiedersi mai il perché. Un 1984 di Orwell realmente esistito.

L’Unione Sovietica è stata uno dei regimi peggiori tra quelli che si sono susseguiti nel corso del 1900. La mentalità era quella comunista, in cui tutti sono uguali, ma come spesso accade in pochi cercavano di controllare molti; ciò che tante persone non sanno, però, è il come lo stato cercasse di controllare i cittadini. Le leggi che erano state divulgate erano veramente assurde e sfiorano il limite dell’incredibile: in questo articolo abbiamo raccolto le 10 leggi più bizzarre che erano attive in Unione Sovietica, perché il controllo dei popoli passa anche dalle piccole cose.

10. La ricerca della verità era considerata schizofrenia

Geralt

Geralt

La mentalità dello stato era l’unica ad essere approvata, ovviamente, ma gli individui che volevano superare il muro di concetti che veniva imposto erano, ovviamente, pericolosi. Per questo l’Unione Sovietica considerava queste persone come degli psicopatici, e li metteva nei manicomi giustificando la scelta come il fatto che la Verità era quella che veniva declamata dallo stato, per cui non c’era bisogno d’altro da sapere. Se qualcuno non era d’accordo, semplicemente, era considerato pazzo…

9. Il dipartimento degli scherzi controllava la comicità

I comici non avevano vita facile in Unione Sovietica. Infatti qualunque battuta fosse venuta loro in mente, questa doveva essere approvata dal “dipartimento degli scherzi”, realmente esistente. Tutte le battute sullo stato o, più in generale, politiche, comprese quelle sugli Stati Uniti, erano bandite, e questo lasciava pochissima scelta ai comici per le battute. Infatti, per sopperire, se le rubavano a vicenda: il plagio, infatti, era ammesso, purché la battuta rubata fosse riconosciuta dal dipartimento.

8. Le orchestre non avevano direttore

In una società in cui tutti sono uguali, la figura di un direttore d’orchestra che dirigeva tutti gli altri non rispettava l’ideologia, motivo per cui il direttore d’orchestra venne bandito in Unione Sovietica. In realtà sarebbe stato impossibile suonare senza, per cui il direttore era, di fatto, il primo violinista, che stava in un angolo e faceva cenni con la testa agli altri. Coloro che non erano in grado di interpretarli erano costretti a smettere di suonare, per questa particolarità.

7. Il museo dell’ateismo

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La religione non era contemplata in Unione Sovietica, dove vigeva l’ateismo di stato. Tuttavia non si cercava semplicemente di far scomparire la religione ma, anzi, se ne decantavano i mali: questo veniva fatto con il museo dell’ateismo, in cui i cittadini potevano andare ed ammirare il male che derivava dalle religioni. Addirittura, nel museo era presente anche un corpo defunto, spacciato per il corpo di un santo, che serviva a spiegare che i santi non erano immortali, ma andavano in putrefazione dopo la morte come tutti gli altri.

6. Il calendario eterno

Con tutto l’odio che l’Unione aveva per le religioni, poteva sopportare un calendario basato sulla tradizione biblica? Ovviamente no, e per questo Lenin creò il calendario eterno. In calendario composto da settimane di 5 giorni, sei al mese, dodici mesi e cinque giorni bonus, di festa, legati ai giorni importanti per l’ascesa del partito. Tuttavia questo calendario non ebbe tanto successo, perché ben presto si tornò ad aggiungere un sesto e un settimo giorno, tornando così al calendario di tutti gli altri.


5. Non lavorare era un crimine gravissimo

Wikimedia

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Non lavorare era un gravissimo crimine in un paese che elogiava lo stacanovismo. Ma il problema non era semplicemente il non lavorare, ma anche il farlo con pigrizia: ritardare al lavoro anche di pochi minuti, o uscire prima, poteva portare a diversi mesi di carcere se non ai lavori forzati, giusto come fattore di correzione.

4. Prendere qualcosa che non era nostro era un crimine ancora più grave

Tutti i beni che si trovavano in Unione Sovietica erano di proprietà dello stato che si occupava di tutto, compreso distribuire il cibo. Per cui prendere del cibo che non era proprio, anche semplicemente raccogliere un frutto da un albero, era un crimine molto grave che poteva anche in questo caso costare diversi mesi di prigione. Se veniva trovato qualcosa da mangiare questo doveva essere consegnato al partito, che si sarebbe occupato di distribuirlo equamente a tutti i cittadini; se non lo si faceva, le conseguenze potevano essere molto gravi.

3. La musica straniera era proibita

illustration of music background in doodle style

Wikimedia

Anche la musica ovviamente era tenuta sotto stretto controllo dal partito, perché sarebbe stato pericoloso che gli studenti avessero ascoltato testi come quelli dei Beatles, che erano testi ribelli contro il sistema. Questi dischi arrivavano come dischi di contrabbando, ma chiaramente se venivano trovati chi li aveva rischiava il carcere. Solo la musica sovietica, ovviamente approvata, poteva essere ascoltata.

2. Anche le piante dovevano seguire i principi socialisti

Per dare l’impressione che il sistema potesse controllare tutto, anche le piante erano tenute a seguire i principi socialisti. Principi che si basavano su una teoria secondo la quale se una pianta era in una certa condizione, anche la sua discendenza lo sarebbe stata. Se una rosa era senza foglie, le rose figlie dovevano essere senza foglie. Queste teoria era palesemente falsa, ma piaceva, e venne adottata dal comunismo cinese, soprattutto: fu la causa di una grave carestia.

1. O applaudi o finisci in un Gulag

Ma la cosa in assoluto più assurda di tutte era il sistema che l’Unione aveva sugli applausi. Nessuno doveva smettere di applaudire per primo, specialmente se c’era di mezzo un discorso di Stalin, perché il rischio era un campo di prigionia. Visto che nessuno smetteva mai, in questo modo, c’era una campana che dava il “via libera” a smettere di applaudire. Un uomo, una volta, smise prima della campana perché si era stufato: fu condannato a 10 anni.