10 malattie che sembrano pericolosissime ma lo sono meno di quanto pensi


venerdì 30 dicembre 2016
scritto da Valerio Guiggi

Tutti abbiamo paura delle varie malattie, e in particolare di quelle dai nomi spaventosi come lebbra, peste nera oppure HIV. Eppure queste malattie sono meno pericolose di quanto sembrano, e spesso sono curabili in modo banale.

Tifo, tetano, HIV, peste nera, rabbia. Nomi di malattie famose, del presente e del passato, che fanno molta paura anche solo a nominarle, perché, generalmente su base storica, le associamo semplicemente a morte. In realtà non è proprio così, perché la medicina fa passi avanti e molte malattie che nel passato erano delle vere e proprie piaghe oggi sono malattie ampiamente risolvibili. Per questo, in questa lista vi parliamo di 10 malattie di cui generalmente le persone hanno paura, ma che non sono così spaventose come potrebbe sembrare.

10. La malaria

I maestri delle scuole elementari ci insegnano ad avere paura della malaria, una malattia parassitaria che attacca i globuli rossi. In realtà, ormai il problema della malaria si è ampiamente risolto: infatti i farmaci antiparassitari che abbiamo consentono di curare senza difficoltà chi dovesse prendere questa malattia, e di farla sparire nel giro di pochissimo tempo. Una delle malattie del passato che oggi, quindi, fanno molti meno danni di quanto possiamo immaginare.

9. La rabbia

Avete presente il microchip che mettete al cane quando lo prendete? Grazie all’istituzione dell’anagrafe canina in Italia si è debellata la rabbia. È una malattia molto pericolosa per l’uomo, trasmessa dai cani, e controllare i cani è un ottimo mezzo per tenerla sotto controllo: in Italia è scomparsa dagli anni ’60, ma nonostante questo i controlli sono ancora attivi, per cui se un cane vi morde è praticamente impossibile che la prendiate. In paesi diversi dal nostro, invece, la situazione è molto più grave.

8. Il tifo

Il tifo, causato dalla salmonella, è una delle malattie più diffuse del passato che però oggi non c’è più, è stato completamente eliminato grazie agli antibiotici. Nel passato causava delle vere e proprie epidemie, dovute soprattutto al fatto che i topi (portatori) contaminavano il cibo; oggi le pratiche di derattizzazione e le buone pratiche alimentari, come cuocere i cibi e lavarsi le mani, l’hanno fatto diventare rarissimo. Per chi dovesse prenderlo comunque, ci sono gli antibiotici.

7. Il vaiolo

In passato il vaiolo era una piaga non da poco, soprattutto per le infezioni che dava alla pelle, ma oggi è il più grande successo dei vaccini: lo hanno debellato completamente, ed è così raro che la vaccinazione contro il vaiolo nemmeno si fa più. Vaccinando le persone con il vaiolo bovino (vaccino deriva proprio da vacca, perché il primo vaccino è stato quello contro il vaiolo) quello umano non attecchiva, e in questo modo si evitava la malattia, che oggi non c’è più.

6. Lo scorbuto

Lo scorbuto è una malattia che oggi è così poco diffusa che il suo nome non fa ormai più nemmeno paura. È semplicemente una carenza di vitamina C, che è importante nel corpo perché permette una serie di processi, ed era una malattia tipica dei naviganti che, nel passato, non variavano mai la loro dieta. Oggi, però, basta mangiare frutta e verdura per contrastarla e, se qualcuno avesse ancora paura, un bicchiere al giorno di succo d’arancia è più che sufficiente per scongiurarla.


5. Il tetano

Il tetano, a tutti gli effetti, è una malattia pericolosa, ma bisogna anche dire che è una malattia rarissima. Giustamente esiste il vaccino e anche il siero iperimmune contro il tetano, perché se lo si prende è mortale, ma quando ci si taglia con un ferro arrugginito sono scarsissime le possibilità che ci sia il tetano sopra. Perché? Perché per esserci deve essere morto proprio lì sopra un mammifero, morto di tetano. Il tetano resiste anche 100 anni nell’ambiente, per cui una possibilità c’è sempre, ma che un cavallo sia morto di tetano fuori da casa vostra è un’eventualità davvero rara.

4. La lebbra

Storicamente è una delle malattie più spaventose, tanto che i lebbrosi finivano in un posto in cui c’erano solo altri lebbrosi in attesa di morire. La lebbra fa danni nervosi, ma se presa sul nascere è curabile, oggi, con gli antibiotici, per cui se qualcuno dovesse prenderla in realtà la cura è piuttosto semplice; è più difficile da debellare nei casi più gravi, perché gli antibiotici non curano il danno nervoso, ma nei paesi sviluppati ormai si può curare fin dall’inizio in modo semplice.

3. Le varie influenze

L’influenza è una delle malattie virali condivise tra uomo e animali, principalmente uccelli e suini. È per questo che quando arriva un’influenza da questi animali scatta una vera e propria isteria di massa, un po’ in tutto il mondo; tuttavia si tratta di situazioni che non sono gravi, anzi si possono tenere sotto i controlli. Esistono quasi 150 tipi di influenze, e per ognuna lo sviluppo del vaccino è piuttosto veloce. E comunque, anche se non si possono prevenire per noi, impedire di attaccarle agli altri è semplice. È difficile che qualcuno muoia per influenza, e gli unici davvero a rischio sono le persone immunodepresse.

2. L’HIV

Essere vittime di HIV negli anni ’80 poteva significare anche morte certa, ma per fortuna, nonostante oggi un vaccino ancora non sia stato scoperto, siamo messi molto meglio di quanto potrebbe sembrare. Anche se una persona è sieropositiva, ci sono farmaci che riescono comunque a tenere sotto controllo la malattia, e comunque le campagne di prevenzione hanno fatto sì che oggi il virus HIV sia molto meno diffuso che in passato. Se una persona è sieropositiva, ci sono delle terapie specifiche che consentono di limitare molto i sintomi fino quasi a farli scomparire: nei paesi industriali, HIV (il virus) esiste ancora ma l’AIDS (la malattia allo stadio grave) è ormai rarissima.

1. La peste bubbonica o peste nera

È una malattia storicamente famosissima per il numero di vittime che ha fatto, è tornata ciclicamente e il suo nome fa ancora paura, ad oggi. Anche se non c’è da averne paura perché la peste nera, oggi, è una delle malattie più semplici da curare, grazie all’invenzione degli antibiotici. Ci sono ancora da 1000 a 3000 casi all’anno, ed è una malattia per cui è obbligatoria la denuncia, ma si tiene bene sotto controllo: morire per la peste ormai è impossibile.