10 gatti che hanno imparato nel modo peggiore che non si gioca con le api


mercoledì 30 dicembre 2015
scritto da Valerio Guiggi

Questi gatti hanno pensato che giocare con un’ape fosse un’idea divertente. Purtroppo non lo è, e queste foto dimostrano che probabilmente hanno imparato la lezione.

In questa lista parliamo di gatti. Gatti un po’ particolari, almeno nelle foto, perché sono gatti che si sono divertiti a giocare con altri animali, animali con cui generalmente non si gioca. Hanno provato a giocare con le api. Le api sono insetti, imenotteri tra i più pericolosi (nonostante siano anche ricercati per la produzuone di miele) tanto per noi quanto per i nostri animali domestici. E se ci abbiamo a che fare è sempre meglio lasciarle perdere: i gatti delle foto lo hanno imparato nel modo in assoluto peggiore, e comunque sono stati fortunati; in base alle parti del corpo in cui avviene, una puntura di ape potrebbe anche essere letale.

10. Il gatto con la guancia gonfia

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Partiamo da una fotografia tutto sommato abbastanza “soft”, di un gatto a cui è andata particolarmente bene. Non si vede nemmeno, a colpo d’occhio, ma se guardiamo la parte destra del viso notiamo che è molto più piccola rispetto alla sinistra, che invece è gonfia. Qui il danno non è stato particolarmente grande, anche perché forse non è stato punto da un’ape ma da una vespa, che è molto meno pericolosa, oppure si tratta della conseguenza di una puntura di ape che fortunatamente si sta però rimettendo.

9. Punto sotto il mento

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Proseguiamo con questo gatto che è stato punto invece sotto il mento, e adesso si trova in una forma che assomiglia molto a quella dei gatti egiziani che si trovano nei geroglifici… Fortunatamente anche in questo caso la puntura non è particolarmente grave, perché la tumefazione è rimasta tutto sommato limitata alla sola zona del mento, anche se avrebbe potuto diffondersi molto di più. Un gatto così avrà qualche problema a mangiare per qualche giorno, ma guarirà senza problemi.

8. L’occhio allungato

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Questo gatto se lo guardiamo sembra avere qualcosa di strano (guinzaglio a parte…); ha infatti un occhio molto lungo, troppo lungo per essere un gatto, e peraltro la puntura non si vede nemmeno particolarmente bene. Che cosa è successo? È stato punto da un insetto, come gli altri, ma è la foto che non è stata presa particolarmente bene. La puntura si trova in fondo alla mandibola, vicino al collo, e gonfia la parte laterale del gatto tanto da trascinare verso il basso la pelle delle palpebre, e donandogli un aspetto molto più “orientale” del normale.

7. Il guantone da baseball

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Capire invece dove è stato punto questo gatto è molto semplice. E non si trata di un problema di prospettiva, ma di puntura di insetto che in questo caso sì, potrebbe anche essere un’ape. La zampa del gatto è molto vascolarizzata e il veleno di questi imenotteri libera sostanze che portano alla liberazione di istamina, da parte delle cellule immunitarie del corpo. L’istamina fa allargare i vadi sanguigni, che immagazzinano più sangue e questo macroscopicamente si mostra come un grande gonfiore. Se il veleno si diffonde a tutta la zampa, il risultato è quello che vediamo in foto.

6. Il naso da pagliaccio

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Simpatico, ma anche molto pericoloso, è invece ciò che è successo a questo gatto. Vedendo la foto così, senza saperlo, viene quasi da ridere perché è stato punto sul naso che è diventato quasi una pallina rossa, come quella dei pagliacci, ma sebbene l’animale stia visibilmente bene (a parte il dolore, probabilmente) una puntura qui potrebbe significare tumefazione, ovvero gonfiore, delle cavità nasali. A volte l’interno diventa talmente gonfio che, proprio come succede a chi soffre d’asma, non lascia passare aria dalle vie respiratorie, portando anche al soffocamento.

5. Le zampe asimmetriche

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Stessa situazione del gatto precedente, anche in questo micio vediamo che le zampe sono molto asimmetriche tra di loro, con una differenza ancora maggiore rispetto a quello di prima. I gatti tendono spesso a utilizzare le loro zampe per giocare, e anche per liberarsi dagli insetti fastidiosi; le api, vedendoli come una minaccia, tendono a pungere proprio in quel punto, che ritengono il più pericoloso in assoluto. E il risultato non è proprio dei migliori, ma se succede al nostro gatto possiamo tirare un sospiro di sollievo e pensare che, alla fine, poteva anche andare peggio.

4. Giochiamo ancora insieme? Mmm, forse è meglio di no.

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Altro gatto che ha subito la stessa sorte dei precedenti, anche se vediamo come sembri guardare verso l’alto come per voler giocare di nuovo con l’ape, ma poi ci ripensa… In ogni caso, è bene non dimenticare che in una situazione del genere, quando ci accorgiamo del problema, è sempre bene contattare quanto prima un veterinario: le api, a differenza delle vespe, lasciano il loro pungiglione nella pelle nostra e degli animali, e quello continua a secernere veleno e causa anche infezioni, perché il gatto poi si lecca. Sempre andare da in veterinario nel caso succedesse qualcosa del genere.

3. La puntura sulla fronte

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A questo gatto, invece, le cose sono andate un po’ peggio. L’insetto, che qui potrebbe essere verosimilmente un’ape, lo ha punto sulla fronte, in un punto piuttosto vascolarizzato, probabilmente in una delle arterie maggiori, da cui il veleno si è diffuso alla fronte e alle guance. Non è una bella situazione, a vederla così, e per nulla; in realtà è molto meno pericolosa di altre, perché nonostante la maggiore diffusione i vasi sono tutti distribuiti tra la pelle e le ossa del cranio, e il veleno difficilmente arriva in punti “delicati” come le vie respiratorie.

2. È un gatto o un uomo?

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La qualità di questa foto non è proprio il massimo, ma da un’idea abbastanza chiara di che cosa sia successo. No, non si tratta di un gatto di cartone e nemmeno di una razza strana che non conoscete, ma solo di un animale che ha fatto all’insetto qualcosa di peggiore rispetto a quello che gli hanno fatto gli altri, come vedremo meglio. Fatto sta che ha il gonfiore diffuso alla mandibola e al petto… Che cosa potrebbe aver causato una situazione del genere, apparentemente così grave?

1. Il gatto che ha mangiato un’ape

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La risposta alla domanda con cui abbiamo chiuso il punto precedente è semplice: il gatto si è mangiato l’ape. Se l’animale infatti viene ingerito, come reazione di difesa comincia a pungere all’interno, anche se poi muore per impossibilità di muoversi e perché comunque viene digerita all’interno dello stomaco. Le conseguenze delle punture che ha dato durante la “lotta”, però, sono abbastanza evidenti, tanto da conciare un gatto in questo modo; anche se le cose non si risolveranno comunque subito, qui è opportuno correre dal veterinario, che deve somministrare un antistaminico quanto prima. Non sappiamo infatti dove potrebbe arrivare il veleno.