10 curiosità che non conoscevi sul Corano, il libro sacro dell’Islam


giovedì 3 agosto 2017
scritto da Valerio Guiggi

Il Corano è il libro sacro per la religione islamica, pochissimo conosciuto dalle nostre parti per motivi prevalentemente storici: ecco quindi 10 curiosità che riguardano questo testo che vi lasceranno a bocca aperta.

Nel nostro paese, indipendentemente dal credo religioso, tutti conosciamo la Bibbia, il libro sacro più importante per la religione più diffusa da noi, che è quella cristiana. Conosciamo invece molto meno il Corano, libro sacro di una delle religioni più importanti di tutto il mondo, che spesso associamo a fatti negativi come il terrorismo. In realtà, pur con le sue differenze culturali, il Corano è un libro non troppo diverso dalla Bibbia, ma questo spesso non lo sappiamo perché nessuno di chi ne parla ha mai provato a leggerlo. Per questo abbiamo raccolto una serie di fatti davvero interessanti su questo libro, che permettono di capire molte cose su culture che conosciamo troppo poco.

10. I cibi che non si possono mangiare

Chi ha amici o conoscenti musulmani sa che loro non possono mangiare alcuni specifici cibi. La causa di questo è da ricercare non tanto in un problema di negazione del piacere mangiando, per esempio, il maiale, quanto ad una questione di sicurezza alimentare: a causa delle alte temperature mediorientali, dove l’Islam si è sviluppato, alcuni alimenti (in assenza dei frigoriferi, come era in passato) rischiavano di creare una fermentazione batterica che rendeva pericoloso mangiare quell’alimento; non mangiarlo poteva significare, per le persone, addirittura salvarsi la vita, ed è per questo che ci sono alimenti considerati “impuri”.

9. I Corani falsi

Uno dei motivi per cui il Corano ha portato violenza, nel corso della storia, è il fatto che sono esistiti dei libri falsi. In pratica, alcuni esponenti politici per piegare le persone al loro volere hanno stampato copie false del libro sacro, opportunamente modificate per fini strumentali e per innestare alcune idee nella popolazione. Il caso più recente non è di molti anni fa: è successo nel 1999, con 120.000 copie false del Corano che, chiaramente, non mostravano gli insegnamenti corretti.

8. Il divieto di leggere il Corano

La paura della religione islamica ha radici molto profonde nelle nostre zone, principalmente medievali. Ai tempi, quando il Corano già esisteva, la Chiesa lo bandiva e ne bruciava ogni copia esistente, affinché non si diffondessero ideologie “sbagliate” e diverse da quella cattolica. Le persone che bruciavano i libri spesso non sapevano che cosa ci fosse scritto sopra, e questo ha portato a una paura del libro e, di conseguenza, della religione che è del tutto ingiustificata.

7. Negli ultimi anni è possibile giurare sul Corano

Negli Stati Uniti, nazione prevalentemente cattolica, in tribunale prima di parlare si giura di star dicendo il vero sulla Bibbia. I musulmani, però, diverse volte hanno chiesto di poter giurare con la mano sul Corano, perché per loro si tratta di una cosa significativamente importante: dopo diversi anni di battaglie, una decina di anni fa la prima persona musulmana ha effettivamente giurato sul proprio libro sacro, una pratica che oggi è più o meno comunemente accettata.

6. Il rispetto del Corano

Le persone di fede islamica devono rispettare il Corano più di ogni altro libro e, in generale, più di ogni altro oggetto. Si è venuta così a creare la tradizione che in casa, dove deve essere sempre presente il Corano, questo vada messo sullo scaffale più alto e sopra a tutti gli altri libri, a simboleggiare proprio questa importanza maggiore rispetto alle altre letture.


5. Danneggiare il Corano

Danneggiare il Corano, in molti paesi, è considerato un vero e proprio crimine, e nei paesi a maggioranza musulmana ci sono leggi molto severe che puniscono chi lo fa. Uno dei paesi che ha creato leggi in questo senso è il Pakistan dove qualsiasi danneggiamento, anche accidentale, del Corano, è severamente punito. In alcuni casi, sono state punite addirittura persone colpevoli di aver appiccato involontariamente un incendio alla propria abitazione, proprio perché con l’incendio hanno bruciato il Corano.

4. La rivelazione del Corano

La rivelazione del Corano è stata fatta direttamente al profeta Maometto, per mezzo dell’Arcangelo Gabriele. Ma Maometto non lo ha scritto, ma lo ha semplicemente memorizzato, anche se la grazia divina ha fatto sì che potesse memorizzarlo senza mai sbagliare nemmeno una parola. Solo successivamente il Corano è stato scritto, sulla base delle indicazioni di Maometto che lo ha insegnato per tutta la vita; da allora, il Corano è sempre rimasto immutato.

3. Esiste un altro libro sacro

I libri sacri per l’Islam non comprendono solamente il Corano, che comunque è il libro più importante della religione ma anche un altro libro, detto Sunna, che contiene detti e fatti relativi a Maometto, scritti da testimoni attendibili. In pratica, mentre il Corano è dettato direttamente da Allah, la Sunna è una raccolta di testimonianze e di insegnamenti comunque importanti, ma che non arrivano direttamente dalla divinità.

2. Non esiste una gerarchia ecclesiastica nell’Islam

Tra le varie differenze che intercorrono tra la religione cattolica e quella islamica, una delle più importanti è l’assenza di gerarchie ecclesiastiche. Se nella religione cattolica, infatti, sacerdoti, vescovi, cardinali e Papa sono gli intermediari tra Dio e le persone, nell’Islam tutto questo non succede; gli Imam sono semplicemente figure che conoscono bene testi sacri e liturgia, e si limitano ad insegnare agli altri come pregare correttamente, ma la preghiera è una cosa strettamente personale che avviene tra l’uomo e Allah.

1. Islam e cristianesimo hanno la stessa radice

Potrebbe sembrare incredibile che, nonostante i due profeti maggiori, Gesù e Maometto, siano diversi, la religione cristiana e quella musulmana abbiano in realtà la stessa radice. Maometto considerava Abramo il più importante patriarca, e Abramo è una figura importante anche nella Bibbia. Dal suo discendente Isacco si sarebbe creata la religione ebraica (e poi cristiana), mentre dal suo discendente Ismaele quella islamica, ad indicare come in realtà queste due religioni abbiano un antenato comune e siano meno diverse da come di solito immaginiamo.