10 crudeli verità sulla rigida educazione di Sparta


domenica 25 settembre 2016
scritto da Valerio Guiggi

Sparta è una città Greca nota per la sua rigidità nell’addestramento, in particolare militare. Tutti la conoscono in questo senso, anche grazie ai film, ma molti non sanno come i soldati spartani diventavano i migliori di tutti: ecco quali erano i metodi che utilizzavano.

Se ricordi quando studiavi a scuola la storia greca, probabilmente ti ricorderai anche della rivalità tra le due storiche città, che erano Sparta e Atene. Da una parte il trionfo della cultura e della saggezza, dall’altra una rigida educazione militare; probabilmente i professori non hanno però saputo raccontarti fino in fondo quanto effettivamente fosse rigida l’educazione spartana. Se non lo sai, te lo raccontiamo noi, basandoci soprattutto sulle fonti dello storico Plutarco, che ci mostra quanto terribili fossero i metodi educativi utilizzati a Sparta.

10. La metà dei bambini erano lasciati morire

Il primo passo verso la leggendaria rigidità spartana era che la metà dei bambini venivano fatti morire subito dopo la nascita. Quando un bambino nasceva, il padre lo portava dagli anziani che lo esaminavano; se aveva qualche difetto, lo buttavano in un pozzo, detto Apotheae, dove moriva di fame. Poi veniva lavato nel vino, per verificare l’eventuale presenza di epilessia. Se superava queste prove, era fatto crescere tranquillo fino ai sette anni…

9. I bambini di sette anni iniziavano la carriera militare

I bambini di sette anni iniziavano la carriera militare, proprio a questa età. Erano infatti considerati già abbastanza grandi da poter combattere, e venivano inviati alla scuola militare dove sarebbero però diventati soldati solo a 20 anni. In tutto questo tempo si addestravano, ma soprattutto imparavano a lottare tra loro; se due bambini litigavano, il maestro li spingeva a risolvere la questione lottando. Se non lo facevano, li picchiava.

8. I ragazzi erano incoraggiati a rubare il cibo

Il sistema militare spartano era così rigido che il cibo che veniva dato ai ragazzi era solamente quello indispensabile per sopravvivere. Tuttavia erano, allo stesso tempo, incoraggiati a rubare il cibo agli altri spartani – ovviamente senza farsi vedere. Se ci riuscivano, infatti, erano ben considerati per la loro furtività e furbizia, mentre se venivano sorpresi a rubare erano puniti come si meritavano.

7. Il brodo nero

Il cibo non era una ricompensa molto ambita a Sparta, ed è proprio da Sparta che deriva il proverbio “la fame è il miglior condimento dei cibi”. Infatti qui si usava consumare il “Brodo Nero”, un misto di sangue bollito, sale e aceto. Nessuno lo voleva, ma mangiarlo era obbligatorio, anche perché era l’unico modo per avere della carne, che si trovava bollita in questo composto. L’unico altro modo di avere della carne era cacciarla, e i cacciatori erano ben visti perché dovevano condividerla con tutti gli altri.

6. La lotta del formaggio

Per aggiudicarsi qualcosa di più buono da mangiare, gli spartani dovevano ovviamente lottare. Infatti veniva spesso organizzato un particolare evento, nel quale il premio era del formaggio; gli spartani, giovani e adulti, dovevano combattere (a volte anche fino alla morte) per averlo. In tutto questo, proprio come i gladiatori romani, venivano guardati dagli spettatori, come un vero e proprio elogio alla violenza.


5. I morsi come punizione

Nel corso della carriera militare i ragazzi avevano anche delle prove teoriche da affrontare, oltre a quelle pratiche, e ci si aspettava che fossero intelligenti. Infatti, dopo le spiegazioni venivano interrogati da un maestro, che poneva loro delle domande; Plutarco ci dice che se sbagliavano venivano… morsicati dal maestro. Maestro che, tuttavia, non se la passava meglio: se era troppo poco rigido, veniva picchiato dai soldati dopo la sessione.

4. Tutte le forme di istruzione (tranne quella militare) erano vietate

Se non si conosce una cosa diversa da quella a cui siamo abituati, non ne avremo mai nostalgia. Questo è il principio che utilizzavano proprio gli spartani, per l’educazione. Tutte le forme di istruzione per i ragazzi che non fossero quella militare erano state infatti rese illegali, e ovviamente non c’era possibilità di vedere culture diverse dalla propria. In questo modo i ragazzi si dedicavano al massimo alla carriera, perché semplicemente non sapevano che ci fossero altri mestieri che non fossero il soldato.

3. Il festival delle frustate

I romani che ebbero modo di visitare la città di Sparta rimanevano inorriditi da una manifestazione molto particolare che si teneva in quella città. Infatti, veniva organizzato il Dimastigosis, una particolare manifestazione in cui i giovano spartani, non ancora soldati, venivano frustati e si vedeva quale di loro riusciva a resistere di più. E non era una forma di punizione: i ragazzi che partecipavano erano tutti volontari e cercavano con tutte le forze di vincere, perché avrebbero poi ricevuto onori dal punto di vista del grado militare.

2. La caccia allo schiavo

Per far capire ai ragazzini spartani il posto che meritavano i nemici, ma anche per fornire loro abilità pratiche al di là dell’addestramento, periodicamente venivano organizzati i Crypteia, dei particolarissimi giochi sportivi. In questa occasione, infatti, gli ilioti (gli schiavi, a Sparta) venivano mandati a girare in un bosco, e i giovani spartani dovevano cercarli e ucciderli, in una macabra caccia. Questo serviva anche per incutere timore negli schiavi stessi, che cercavano di salvarsi, e indurli ad obbedire ad ogni ordine degli spartani.

1. Per avere una tomba, dovevi morire in guerra

E, come elogio della guerra e del combattimento, uno spartano poteva ottenere una tomba con il suo nome solamente se moriva in guerra. Se, infatti, fosse morto di vecchiaia, o in qualsiasi altro modo, non avrebbe ricevuto nessun onore e il suo corpo sarebbe finito in una fossa comune; in questo modo tutti i personaggi ricordati a Sparta sarebbero stati soldati. Oppure donne, perché anche per loro c’era modo di essere ricordate con una tomba con il nome: dovevano morire di parto, nella “loro battaglia” per consegnare nuovi soldati alla città di Sparta.