10 cose che non sapevi un hacker potesse violare


giovedì 12 novembre 2015
scritto da Redazione

Gli hacker informatici non si limitano più alla scoperta dei bug dei computer: la loro attenzione si è spostata su altri oggetti, da quelli di uso comune alle apparecchiature mediche. Scopriamo quali sono.

In questi anni siamo, e saremo sempre di più in futuro, circondati da tecnologie di ogni tipo. Tecnologie controllate da un’intelligenza artificiale più o meno sofisticata, che è comunque, a tutti gli effetti, un algoritmo: e gli algoritmi, in quanto tali, possono essere compresi e si può comprendere anche i loro punti deboli, quindi sfruttarli. Questo è il lavoro degli hacker, dei pirati informatici, che se fino a qualche anno fa limitavano il loro ambito di applicazione ai soli computer classici oggi, che i computer sono dappertutto, riescono a “lavorare” anche con gli oggetti più strani… Scopriamo quali!

10. I Pacemaker

Ti sembra possibile che un dispositivo importantissimo per la vita come un pacemaker possa essere violato? Ebbene si, è possibile. Si tratta a tutti gli effetti di un microcomputer che è inserito nel nostro cuore, e questo computer raccoglie informazioni sul nostro organismo tramite dei microsensori, ma può anche essere regolato, ovviamente in wireless, dai medici, per aumentare o diminuire la frequenza cardiaca del paziende per ragioni mediche. Un esperto di sicurezza che aveva un pacemaker, qualche anno fa, riuscì ad hackerarlo. Non settò la frequenza cardiaca a zero, chiaramente, ma… che cosa succederebbe se fosse fatto ad un estraneo?

9. Le toilette

Il 99% delle persone che leggono questo articolo non sarà interessato da questa parte, ma quell’1% che ha speso migliaia di euro per comprare un WC tecnologico in stile Giapponese è a rischio. I WC orientali, infatti, possono essere controllati via Wi-Fi per iniziare a far scorrere acqua, o spruzzare getti d’acqua, o ancora avviare l’aspirazione degli odori. Fortunatamente non è possibile, al momento, attivare un comando di reflusso delle deiezioni, il che quantomeno ci mette al riparo da… spiacevoli inconvenienti… ma questo non toglie che un hacker potrebbe attivare l’acqua in modo improvvisato, o lasciarla sempre aperta facendo schizzare alle stelle la nostra bolletta.

8. I sistemi di allarme

Immaginate che cosa potrebbe succedere se nella vostra scuola, o nell’azienda dove lavorate, iniziasse a suonare l’allarme e non ci fosse alcun incendio? Il personale, che sente l’allarme, scapperebbe in massa, mentre qualche ladro potrebbe approfittare della situazione e rubare qualunque cosa. I sistemi di allarme sono tra le apparecchiature che possono essere modificati dagli hacker, sia per accenderli sia per spegnerli (per rubare la notte, magari). Ma la cosa più incredibile è che di solito non ci vogliono nemmeno abilità particolari, perché è sufficiente inserire la password di default del produttore nel sistema: gli utenti, spesso, non la cambiano.

7. Le apparecchiature ospedaliere

Qui in Italia, già il servizio sanitario non ha soldi per pagare i dottori, figuriamoci se può permettersi di pagare esperti di sicurezza informatica. Questa lacuna potrebbe però mettere addirittura a rischio la vita stessa dei pazienti: infatti ci sono macchine che, ad esempio, dosano automaticamente nel tempo farmaci anche molto potenti, tipo i chemioterapici: si può immaginare che un hacker che ha accesso a questo tipo di strumentazione potrebbe modificare i valori di questi farmaci e addirittura uccidere una persona semplicemente trovandosi nei pressi di un macchinario. Non è una bella prospettiva.

6. Le case smart

Le case smart sono tra le innovazioni più pubblicizzate per il prossimo futuro: porte che si aprono da sole quando arriviamo, luci che si accendono, finestre che si aprono, tapparelle che si abbassano… Il problema è che molti sistemi di domotica sono estremamente vulnerabili agli hacker, che potrebbero addirittura prendere il controllo di tutte queste tecnologie particolari. Possiamo immaginare un hacker che con un semplice smartphone arriva a casa nostra, apre la porta, ruba indisturbato e se ne va chiudendo di nuovo a chiave?

5. Le pompe di benzina

Ebbene si. A qualcuno probabilmente, visto il prezzo del carburante, verrà voglia di diventare hacker proprio per imparare a farlo, perché le pompe di benzina si possono craccare. In particolare, la funzione più utile sarebbe quella di modificare il prezzo della benzina registrato dal benzinaio, metterlo ad un centesimo al litro, fare il pieno con cinquanta centesimi e andarsene a tutta birra. Non sarebbe male, se non che ai distributori ci sono le telecamere, per cui è possibile identificare chi siamo. Se non si considera che anche quelle, teoricamente, sono violabili.

4. I sistemi di sicurezza aeroportuale


I sistemi di sicurezza degli aeroporti sono tra le tecnologie più importanti per la sicurezza di chi vola, eppure anche questi sono violabili. I metal detector che vengono utilizzati quando arriviamo a salire sull’aereo, ad esempio, possono essere modificati in modo che non suonino quando riconoscono il metallo, e potrebbero così far passare individui pericolosi come i terroristi. E se una persona normale non potrebbe riuscirci, gruppi ben organizzati come l’ISIS potrebbero anche farcela, e questa non è una buona prospettiva per noi…

3. Gli aerei

Se pensavi che con la possibilità di prendere il controllo dei sistemi di sicurezza degli aeroporti si fosse raggiunto il massimo, sarai ancora più stupito di sapere che anche gli aerei sono violabili. Alcuni hacker, infatti, sono riusciti ad intercettare le comunicazioni tra aerei e torri di controllo, ed addirittura sono riusciti a far arrivare le comunicazioni degli hacker che si spacciavano da torre di controllo all’aereo. In questo modo, in teoria, possono dire cose come “devi effettuare un atterraggio di emergenza in quel punto”, o far sbattere l’aereo contro un altro aereo… Insomma, le prospettive non sono rosee.

2. Le auto di nuova generazione

Nemmeno il veicolo che utilizziamo maggiormente è immune agli attacchi informatici: infatti le auto che funzionano, ad oggi, sempre più come computer, sono sempre più violabili. In un esperimento controllato un giornalista è salito su un’auto e mentre la stava guidando degli hacker hanno preso il controllo della macchina, che ha smesso di rispondere ai suoi comandi ed è finita in un fosso a piacere degli hacker. Il giornalista sapeva che cosa sarebbe successo, ovviamente, ma questo non ha certamente reso l’esperienza meno terrificante.

1. I computer nuovi

Fece molto scalpore, lo scorso anno, una partita di computer che in Cina venivano venduti con un malware già installato. Perché anche se i computer nuovi sono spenti e chiusi in una scatola, nelle varie fasi del processo di produzione qualcuno, all’interno dell’azienda, potrebbe tranquillamente violarli ed inserire programmi che avrebbero conseguenze più o meno negative. Insomma, acquistiamo un prodotto nuovo e stiamo attentissimi alla sicurezza senza sapere che il problema, all’interno, c’è già. Forse sarebbe meglio dire qualche “no” a tutta questa tecnologia che ci circonda?